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Salute I benefici del canto sull'umore

Cantando passa la depressione post-partum

Secondo un recente studio britannico, cantare in compagnia del proprio neonato riduce del 35% i sintomi depressivi nelle neomamme

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Cantando passa la depressione post-partum Thinkstockphotos

A seguito di una gravidanza, uno degli effetti più temuti per la madre è sicuramente la depressione: condizione che può insorgere a seguito dell’alterazione del livello ormonale, della mancanza di riposo e dell’assenza dal luogo di lavoro, oltre che a causa del generale cambiamento di vita della madre. Si manifesta, generalmente, non prima di un mese dopo il parto e viene solitamente trattata mediante antidepressivi, con la conseguente spiacevole sospensione dell’allattamento al seno. 

Ora, da un recente studio pubblicato sul British Journal of Psychiatry, emerge un’interessante alternativa alle tradizionali cure della depressione post-partum: il canto. Sì, perché secondo un team di ricercatori dello University College di Londra, cantare può aiutare le giovani madri ad uscire dalla depressione, soprattutto se si canta in compagnia dei propri figli.

Per giungere a questa conclusione sono state reclutate alcune neomamme affette da depressione post-partum medio-grave e, successivamente, suddivise in tre gruppi: il primo comprendente le donne che partecipavano a sedute di canto, il secondo a sessioni di gioco creativo e il terzo alle terapie tradizionali. Nel corso dei laboratori di canto, frequentati assieme ai neonati, le mamme hanno imparato le ninna nanne e una serie di canzoni non soltanto nella propria lingua.

Ebbene, è risultato che tutte le mamme hanno evidenziato miglioramenti, ma il gruppo che ne ha mostrati di più è stato proprio quello delle ‘cantanti’. Trascorso un mese e mezzo di canto, i sintomi depressivi erano infatti diminuiti di ben il 35%; risultato che gli altri due gruppi hanno raggiunto nel doppio del tempo

D’altra parte, in passato anche altri studi avevano evidenziato i benefici del canto, per esempio per la salute mentale delle persone più anziane e di coloro che risultano già colpiti da una forma di demenza. L’ipotesi più accreditata è che il canto inneschi il rilascio dell’ossitocina (l’ormone della felicità) e che riduca i livelli di stress, oltre che quelli della pressione sanguigna.

Pubblicato il: 21-02-2018
Di:
FONTE : British Journal of Psychiatry

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