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Salute Gli effetti degli alimenti geneticamente modificati

Il mais Ogm non fa male alla salute, anzi...

Da un recente studio italiano è emerso che le pannocchie transgeniche sono superiori a quelle naturali, in quanto molto più produttive, meno vulnerabili a insetti dannosi e meno tossiche

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Il mais Ogm non fa male alla salute, anzi... Thinkstockphotos

Stando a quanto emerso da una recente ricerca effettuata dalla Scuola Superiore Sant'Anna e dall'Università di Pisa e pubblicata su Scientific Reports, le coltivazioni di mais Ogm - ossia quelle geneticamente modificate -  non sono dannose né per la salute di uomini e animali né per l'ambiente. Dallo studio è risultato, piuttosto, che le pannocchie transgeniche sono superiori a quelle naturali, in quanto molto più produttive, meno vulnerabili a insetti dannosi e meno tossiche.

Per giungere a questa conclusione i ricercatori italiani, coordinati dalla dottoressa Laura Ercoli, hanno indagato gli effetti della coltivazione di mais transgenico, prendendo in considerazione 21 anni di coltivazione mondiale (tra il 1996 e il 2016). Dalla ricerca è emerso che il mais Ogm risulta fino al 24% più produttivo, non ha effetto sugli organismi ‘non-target’ (ossia non bersagli della modificazione genetica), riduce gli insetti dannosi ai raccolti e contiene concentrazioni minori di micotossine (-28,8%) e fumonisine (-30,6%) nei chicchi.

Tuttavia, contrariamente alle evidenze scientifiche emerse dalla ricerca, l'Italia rimane un Paese decisamente poco attratto dagli alimenti Ogm. Stando a quanto emerso da un’indagine Coldiretti/Ixe, quasi 7 italiani su 10 (il 69%) considerano gli alimenti con organismi geneticamente modificati  meno salutari e meno sicuri di quelli tradizionali, mentre ben l'81% non mangerebbe mai carne o latte proveniente da animali clonati o modificati.

Secondo Coldiretti, la scarsa fiducia dei consumatori nei confronti degli Ogm è testimoniata dal fatto che soltanto due Paesi - Spagna e Portogallo - coltivano ancora piante transgeniche, inoltre in Europa la superficie coltivata a ogm nel 2017 è diminuita a 130.571 ettari dai 136.338 dell'anno precedente, con una riduzione pari a -4,3%. Anche Repubblica Ceca e Slovacchia, continua Coldiretti, hanno abbandonato questo tipo di coltivazione e si sono aggiunte alla lista dei Paesi ‘Ogm free’ dell’Unione Europea. Recentemente, però, la Corte Europea di Giustizia ha sentenziato che, a meno di una evidenza significativa sul serio rischio alla salute umana, animale e ambientale portato dalla coltivazione di piante geneticamente modificate, gli Stati membri non possono adottare misure per proibirne l’uso.

Pubblicato il: 16-02-2018
Di:
FONTE : Scientific Reports

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