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Salute Evoluzioni nell'ambito dell'editing genomico

Un 'bisturi di precisione' per correggere il Dna malato

Scoperto come tagliare via parti malate di Dna, correggendo quelle imperfezioni che altrimenti potrebbero originare gravi malformazioni genetiche, oltre che patologie tumorali difficilmente curabili

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Un 'bisturi di precisione' per correggere il Dna malato Thinkstockphotos

Un grande passo in avanti è stato compiuto nell’ambito dell’editing genomico, ossia l’innovativo metodo per modificare i geni di ogni essere vivente: si è infatti individuato il modo di renderlo un’arma di precisione assoluta, che ‘spara un solo proiettile’ e uccide il Dna malato. La sensazionale scoperta è tutta italiana, va infatti assegnata al Cibio (Centre for Integrative Biology) dell'Università di Trento, il cui studio è stato recentemente pubblicato su Nature Biotechnology.

Partendo dalla tecnica Crispr-Cas9 (realizzata nel 2012 in California dalla Berkeley University e dal Mit di Boston) il team di ricercatori italiani, coordinati dalla professoressa Anna Cereseto, è riuscita a perfezionare l’editing genomico e a sviluppare una molecola capace di annullare i difetti presenti nella catena del Dna, laddove se ne conosca con precisione la sede da cui originano. Per fare ciò, gli scienziati hanno utilizzato una proteina chiamata evoCas9, forzandola ad evolversi in una proteina di origine batterica, in tal modo l’hanno resa una sorta di precisissimo ‘bisturi genetico’ capace di agire sul sito del Dna senza generare danni collaterali: tagliando via le parti malate presenti nel Dna e correggendo quelle imperfezioni che altrimenti potrebbero originare gravi malformazioni genetiche, oltre che patologie tumorali difficilmente curabili.

La possibilità di correggere il Dna apporterà senza dubbio grossi benefici in campo clinico, ma tali benefici potrebbero non si limitarsi all'ambito medico, c’è infatti la possibilità di estendere la scoperta a settori quali quello animale e vegetale, particolarmente per quanto riguarda razze da allevamento e piante commestibili, con lo scopo di migliore le caratteristiche nutrizionali di queste ultime.

La studio è stata svolto interamente al Cibio di Trento e ha coinvolto tre unità di ricerca: il Laboratory of Molecular Virology con Antonio Casini (primo firmatario), Michele Olivieri, Gianluca Petris, Claudia Montagna, Giordano Reginato, Giulia Maule e Anna Cereseto (senior author e responsabile); il Laboratory of Computational Oncology con Francesca Lorenzin, Davide Prandi, Alessandro Romanel e Francesca Demichelis (responsabile); il Laboratory of Transcriptional Networks con Alberto Inga (responsabile).

Pubblicato il: 05-02-2018
Di:
FONTE : Nature Biotechnology

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