Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute L'interazione con taluni farmaci può rivelarsi dannosa

Anche i prodotti erboristici possono essere pericolosi

Un recente studio rinnova l'invito alla prudenza nell'assunzione delle piante medicinali, in particolare per chi soffre di malattie gravi e utilizza prodotti erboristici per attenuare i sintomi

4 di 5
Anche i prodotti erboristici possono essere pericolosi Thinkstockphotos

Da un recente studio, pubblicato sul The British Journal of Clinical Pharmacology ed effettuato da un team di di farmacisti clinici della sudafricana Università di Stellenbosch, giunge nuovamente l’invito alla prudenza nell’uso dei prodotti erboristici, persino dei più comuni e apparentemente innocui. Il consiglio nasce principalmente sulla scorta del fatto che le piante medicinali contengono spesso anche sostanze tossiche, e devono quindi essere usate con cautela e sotto il controllo di esperti. L’invito è principalmente rivolto a chi soffre di malattie gravi, come quelle cardiocircolatorie, l’Hiv o il cancro, e deve continuamente prendere farmaci per la sua condizione. Questi pazienti ricorrono frequentemente anche a prodotti erboristici, per attenuare certi sintomi o sperando di potenziare l’effetto dei farmaci convenzionali; in tal modo, tuttavia, rischiano di peggiorare la loro condizione. 

Per dimostrare i rischi paventati, i ricercatori sudafricani hanno preso in esame oltre 5 mila rapporti e ricerche che riportavano interazioni fra farmaci erboristici e medicinali industriali, finendo poi per concentrarsi su 49 casi clinici particolarmente rilevanti. In tredici casi di uso dell’anticoagulante warfarina per malattie cardiocircolatorie, sono state riportate interazioni dannose con: iperico, ginseng, succo di goji, salvia, semi di lino, cranberry e camomilla. In tutte queste piante, infatti, i composti attivi possono interferire con l’enzima CYP2C9, ossia quello che rende attiva la warfarina, potenziandone o riducendone l’aazione e causando così sintomi che vanno dalla paralisi alle emorragie. In otto casi di pazienti trattati con ciclosporina dopo un trapianto di reni, sono stati rilevati danni renali a causa dell’assunzione di camomilla e curcuma, che vanno a interferire con l’azione degli enzimi CYP3A4  e  P-glycoproteina, i quali regolano il metabolismo della ciclosporina. In undici casi di persone malate di tumore, che prendevano imatinib o altri chemioterapici, si sono registrate alterazioni al fegato, ai muscoli e al sangue, dopo aver assunto ginseng, echinacea e aronia nera; anche in questo caso si sospetta una interazione dei composti vegetali con gli enzimi che metabolizzano gli agenti anticancro, potenziando i loro effetti collaterali. Infine, interazioni fra medicinali e preparati erboristici sono state rilevate anche in pazienti che prendevano antidepressivi o antivirali contro l’Hiv; in questi casi si è dimostrato particolarmente pericoloso il gingko biloba, che nel primo caso induceva convulsioni, e nel secondo diminuiva l’effetto antivirale delle medicine.

Pubblicato il: 29-01-2018
Di:
FONTE : The British Journal of Clinical Pharmacology

© 2018 sanihelp.it. All rights reserved.