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Linfedema, a Genova la microchirurgia che guarisce

Dal 1973 nel capoluogo ligure si è sviluppato uno fra i principali poli di eccellenza italiano e internazionale attivo nella cura della patologia

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Linfedema, a Genova la microchirurgia che guarisce redazione

È una malattia diffusissima. Sul pianeta ne soffre una persona su 20, vale a dire ben 300 milioni di soggetti. E in Italia sono 40.000 i nuovi casi ogni anno, numeri sovrapponibili a quelli del carcinoma mammario. Senza contare i malati cronici che ne soffrono da diversi anni, che alcune stime riferiscono essere più di 2 milioni nel nostro Paese.

Il linfedema - questa la patologia in oggetto - che negli stadi più acuti e avanzati coincide con l’ingrossamento sproporzionato degli arti, causando notevoli problemi estetici e altrettanto grave invalidità manifesta in chi ne è affetto, «è uno dei problemi di salute più sottostimati al mondo, l’informazione è scarsa, spesso incompleta e fuorviante. Colpisce moltissimo le donne, ma vi è anche un numero considerevole di uomini affetti».

Lo afferma Corrado Campisi, Responsabile della Chirurgia e Microchirurgia Linfatica presso ICLAS (Istituto Clinico Ligure di Alta Specialità, Rapallo, Genova), Salus Hospital (Reggio Emilia) e Maria Pia Hospital (Torino).

Come rileva l’AdnKronos, il Team genovese, guidato dal Professor Campisi, costituisce dal 1973 uno dei primi Centri di riferimento nazionale nati in ordine cronologico in materia di linfedema (numerose le pubblicazioni scientifiche a riguardo), riconosciuto e stimato anche a livello internazionale.

Ma quali sono i sintomi della patologia? Un gonfiore alla caviglia, al piede o alla mano. Un ingrossamento che compare all'improvviso, e magari all'inizio regredisce grazie al riposo notturno. Spesso, con il trascorrere del tempo, la parte edematosa si indurisce, si espande, provocando fastidio e dolore. In particolare, la malattia risulta ingravescente e potenzialmente irreversibile se non correttamente inquadrata.

«Il linfedema è una patologia diffusa, a volte congenita, spesso conseguenza della chirurgia oncologica (secondario): oggi, tuttavia, questa patologia è ancora poco riconosciuta e, conseguentemente, trattata», osserva lo specialista.

Una materia diventata fiore all’occhiello della Sanità genovese: proprio nel capoluogo ligure è, infatti, operativo un polo di eccellenza a livello mondiale, i cui esordi risalgono al lontano 1973.

«All’interno dell’Ospedale Policlinico San Martino di Genova – prosegue Corrado Campisi - è attiva l'Unità Operativa Dipartimentale di Chirurgia dei Linfatici a cui si rivolgono i numerosi pazienti, provenienti da tutte le regioni d'Italia». Un Centro all’avanguardia, quello integrato genovese, che riceve altresì molti pazienti dall'Estero: ad esempio Serbia, Norvegia, Australia, Stati Uniti, Israele, Polonia, Cina, America Latina e Nuova Zelanda.

Specifica inoltre il chirurgo: «Complessivamente il nostro Team, nel capoluogo ligure, riesce a trattare 450-500 pazienti ogni anno».

Numeri importanti, determinati dal fatto che a Genova il linfedema è risolvibile con successo, mediante il ricorso alla chirurgia e alla microchirurgia.

«Il segreto di un corretto inquadramento e, quindi, di un corretto trattamento integrato - rileva Campisi – deriva dall’esperienza acquisita nel trattamento di questa patologia: ancora oggi, nel 2017, non è infrequente rilevare che il linfedema non venga correttamente identificato a fronte di un crescente legittimo desiderio di salute del paziente affetto. Talvolta, invece, alcuni Centri italiani, che trattano la patologia dall’esclusivo punto di vista riabilitativo, consigliano al paziente di ricorrere ad elasto-compressione o a trattamenti fisici come il linfodrenaggio: metodi atti a fornire sollievo, certamente, ma solo temporaneo, essendo rimedi sintomatologici. È fondamentale, dopo adeguato inquadramento clinico e strumentale, poter proporre al paziente un trattamento rivolto alla risoluzione della causa di questa malattia invalidante: qui la chirurgia trova grande spazio».

Quale, allora, la soluzione definitiva? Come comportarsi, e prevenire tali rischi? «Nei pazienti oncologici che hanno subito interventi chirurgici di grande complessità, a Genova è possibile effettuare una visita per valutare il rischio di linfedema secondario. E, conseguentemente, supportare il paziente con una diagnosi precoce, consigliando poi un idoneo trattamento che, secondo i nostri standard clinici, può comportare anche la prevenzione microchirurgica nel caso in cui il linfedema sia ancora subclinico».

Sottolinea ancora Corrado Campisi: «A Genova, la nostra équipe ha elaborato una tecnica microchirurgica capace di ricostruire sia il circolo linfatico superficiale che quello profondo dell’arto affetto da linfedema. In questo modo, è possibile al contempo ottenere un risultato efficace e duraturo, stabile anche nel lungo periodo».

Per poi concludere:«Grazie allo specifico trattamento microchirurgico proposto dal Centro genovese – fa rilevare Campisi - negli stadi precoci della malattia si ha una riduzione media dell’eccesso di volume pre-operatorio superiore al 90%, con una ripresa rapida da parte del paziente delle normali attività quotidiane. Questi ottimi risultati consentono di ridurre progressivamente e poi sospendere la necessità di terapie medico-fisico e riabilitative, compreso l’impiego del tutore elasto-compressivo».

Pubblicato il: 22-12-2017
Di:
FONTE : redazione

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