Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Un'ossessione sempre più diffusa

La selfite: un vero e proprio disturbo mentale

Dallo studio è emerso che l'ossessione di scattarsi i selfie è un fenomeno che si divide in tre stadi: cronico, acuto e borderline

4 di 5
La selfite: un vero e proprio disturbo mentale Thinkstockphotos

La selfite? Ebbene sì, a quanto pare esiste, ed è un vero e proprio disturbo mentale: ossia l’ossessione di scattarsi foto col cellulare - i cosidetti ‘selfie’ - e pubblicarle online sui social network. Il termine è stato ideato nel 2014, ma solo di recente un team di psicologi della britannica Nottingham Trent University e della indiana Thiagarajar School of Management è giunto alla conclusione che si tratti di una vera e propria malattia.

Per giungere a questa conclusione - di cui è stata data notizia sull’International Journal of Mental Health and Addiction - i ricercatori hanno preso in esame un gruppo di cittadini indiani, scelti non solo perché in India vi è il più alto numero di iscritti su Facebook, ma anche perché è il Pese con più morti dovuti a selfie scattati in contesti pericolosi, fenomeno che sta affliggendo anche l’Italia, sebbene con cifre decisamente inferiori. 

Ciò che è emerso è che la selfite è un fenomeno che si divide in tre stadi: cronico (ci si scatta foto 24 ore su 24, postandole più di 6 volte al giorno), acuto (ogni selfie compare immeditamente sui social) e quella borderline (si fanno autoscatti almeno 3 volte al giorno ma senza nutrire il desiderio compulsivo di pubblicarli online). Per sapere a quale stadio ci si trovi, gli scienziati hanno messo a punto un test che permette di formulare ad un’auto-diagnosi in sole 20 domande. Secondo i ricercatori le persone che soffrono di selfite hanno una scarsa autostima, sono in cerca di attenzioni, hanno bisogno di migliorare il proprio umore, tentano di aumentare la conformità col gruppo sociale in cui sono inseriti e cercano di essere socialmente competitive.

Non tutti gli studiosi, tuttavia, sono d’accordo sulla reale esistenza della selfite: secondo il parere di molti, infatti, è semplicemente l’attribuzione di un nome a conferirgli rilievo; ma che si possa parlarne in termini di patologia è decisamente eccessivo.

Pubblicato il: 19-12-2017
Di:
FONTE : International Journal of Mental Health and Addiction

© 2018 sanihelp.it. All rights reserved.