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Salute Molti disinfettanti contengono una molecola pericolosa

Uccidere i microbi può essere rischioso anche per noi

I quats - i sali di ammonio quaternario presenti in disinfettanti, shampoo e dentifrici - ostacolano il processo di produzione energetica dei mitocondri dei germi, ma anche di quelli del nostro organismo

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Uccidere i microbi può essere rischioso anche per noi Thinkstockphotos

Si chiamano quats e sono i sali di ammonio quaternario che si possono trovare in molti shampoo, dentifrici, colluttori e disinfettanti in genere; è da un centinaio di anni che vengono impiegati, all’interno di questi prodotti, per la loro potente azione antimicrobica. I quats, infatti, hanno la capacità di interrompere il processo mediante il quale i mitocondri dei microbi producono l’energia necessaria alla loro sopravvivenza; purtroppo questa è azione che avviene anche nei confronti delle cellule umane: i quats ostacolano, dunque, anche le centrali energetiche del nostro organismo.
A spiegare come ciò avviene è un recente studio pubblicato su Environmental Health Perspectives ed effettuato da Gino Cortopassi, biochimico presso la statunitense università UC Davis. Quello che fanno i quats è bloccare il primo anello della catena respiratoria dei mitocondri: affinché una cellula riesca a produrre l’energia massima è necessario che gli elettroni presenti all’interno dei suoi mitocondri compiano un percorso in cinque tappe; i quats intervengono già al primo step bloccando l’intero processo, dato che il mitocondrio non riesce più a generare Atp, ossia la sostanza necessaria a tutti i successivi passaggi nella produzione di energia.
In particolare ciò avviene con due quats: il cloruro di cetilpiridinio - presente in molti dentifrici antiplacca - e il cloruro di benzalconio - battericida presente in colluttori, spermicidi, disinfettatti e colliri.
Quando i mitocondri non producono sufficiente energia non solo aumentano le possibilità di contrarre malattie ma diviene a rischio anche lo sviluppo dei caratteri sessuali femminili, dato che senza energia va in sofferenza il sistema dei segnali necessari allo sviluppo degli ormoni estrogeni.
Va comunque sottolineato che la ricerca che ha condotto a queste evidenze è stata effettuata su cellule in vitro, ossia prese singolarmente; resta da capire se questi effetti nocivi abbiano il medesimo impatto sull’organismo: le cellule in vitro infatti, pur possedendo meccanismi di detossificazione propri, sono prive di quelli molto più sofisticati ed efficaci che ha il nostro organismo nel suo complesso.

Pubblicato il: 27-10-2017
Di:
FONTE : Environmental Health Perspectives

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