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Salute Le donne creano un maggior dialogo col paziente

In sala operatoria meglio il chirurgo donna

Secondo la ricerca i pazienti di chirurghi donne hanno meno probabilità di morire, oppure di avere complicanze entro un mese dall'intervento

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In sala operatoria meglio il chirurgo donna Thinkstockphotos

La chirurgia? Una professione da donne. Almeno stando a quanto dichiarato da un campione di oltre 100mila persone, le quali hanno subìto almeno un intervento chirurgico nella propria vita. Lo sostiene una recente ricerca - pubblicata sul British Medical Journal e condotta nella provincia dell’Ontario, in Canada - secondo la quale, in sala operatoria, i chirurghi di sesso femminile se la ‘caverebbero’ meglio dei colleghi maschi.
Lo studio - coordinato da Raj Satkunasivam, assistente universitario di urologia presso lo Houston Methodist Hospital - si basa su un'analisi retrospettiva che comprende gli anni tra il 2007 e il 2015 e prende ad esame pazienti che in questo lasso di tempo hanno subito uno dei possibili 25 interventi chirurgici (ad esempio: appendicectomia, colecistectomia, resezione del colon o del fegato, craniotomia per tumore al cervello, sostituzione totale dell'anca, tiroidectomia totale, bypass coronarico o gastrico, riduzione del seno) ad opera di medici di un sesso o dell'altro: in particolare si trattava di 774 donne e 2540 uomini.
I ricercatori ci tengono a precisare che lo studio non aveva l’obiettivo di stabilire se in sala operatoria siano più bravi gli uomini o le donne, ma di seguire tutto l’iter che va dalla pre-ospedalizzazione fino alle dimissioni. Ad ogni modo ne è risultato che i pazienti di chirurghi donne avevano meno probabilità di morire, oppure di avere complicanze entro 30 giorni dall’intervento, rispetto a quelli di chirurghi uomini. Secondo gli scienziati ciò si spiegherebbe col fatto che le donne col camice tendono a creare un dialogo maggiore con il proprio paziente, avendo inoltre un quadro clinico più completo.
Ciò che è emerso dalla ricerca è importante perché una volta compresi i fattori alla base di questa differenza ci si può impegnare a diffonderli, in ambito formativo, in modo trasversale a tutti i chirurghi, maschi o femmine che siano. Giacché il sesso del medico non dovrebbe un fattore decisionale del paziente per un’eventuale intervento chirurgico, ma si dovrebbe scegliere basandosi sul rapporto che si ha con lui o lei e sulle sue reali competenze.

Pubblicato il: 19-10-2017
Di:
FONTE : British Medical Journal

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