Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Si chiama Erenumab e verrò presto commercializzato

Trattare le emicranie più forti con gli anticorpi

Mediante un'iniezione di anticorpi monoclonali la frequenza e l'intensità degli attacchi dei mal di testa può ridursi persino del 70%

4.25 di 5
Trattare le emicranie più forti con gli anticorpi Thinkstockphotos

Per chi soffre di emicranie ricorrenti e, pur avendo provato ogni tipo di farmaco e di trattamento, non riesce a trovare tregua, una speranza pare giungere ora da una nuova terapia che promette di ridurre nettamente la portata del disturbo. Grazie agli studi condotti presso il Centro Cefalee dell’Università Vanvitelli di Napoli - presentati in occasione del Congresso Nazionale SIN (Società italiana di neurologia) e conclusosi ieri nel capoluogo partenopeo - si è scoperto che mediante un’iniezione di anticorpi monoclonali anti-CGRP la frequenza e l’intensità degli attacchi dei mal di testa può ridursi persino del 70%.
Ma cosa sono gli anticorpi monoclonali anti-CGRP? Calcitonin Gene Related Peptide (o CGRP) è un piccolo peptide che, oltre ad avere funzione vasodilatatoria, è direttamente coinvolto nella trasmissione dei segnali dolorosi durante gli attacchi di emicrania: i livelli di CGRP aumentano in concomitanza delle crisi e tornano alla normalità quando l’attacco cessa. Le ricerche effettuate all’Università Vanvitelli hanno mostrato che certi anticorpi monoclonali - anticorpi identici fra loro in quanto prodotti da linee cellulari provenienti da un solo tipo di cellula immunitaria - se diretti contro il peptide o contro i suoi recettori presenti sul sistema trigeminale, bloccano il dolore, giacché impediscono ai CGRP di innescare la crisi.
Il più promettente di questi anticorpi, l’Erenumab, che verrà presto messo in commercio, riduce in media del 70% la frequenza e l’intensità degli attacchi di emicrania cronica con un’iniezione sottocutanea un volta al mese. Gli altri due anticorpi monoclonali in sperimentazione a Napoli sono Eptinezumab - che si somministra per via endovenosa ogni 3 mesi - e Fremanezumab - da assumere ogni mese per via endovenosa o sottocute.
L’unico aspetto negativo pare essere il prezzo, che si preannuncia molto più alto dei farmaci standard. E’ vero tuttavia che tali anticorpi verranno prescritti solo nei casi più gravi: situazioni in cui si hanno anche 14 attacchi di emicrania al mese per almeno tre mesi, o casi di emicrania cronica in cui il paziente non risponde ai trattamenti tradizionali. In tutti questi casi i nuovi anticorpi monoclonali hanno effettivamente mostrato ottimi risultati.

Pubblicato il: 18-10-2017
Di:
FONTE : Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli

© 2017 sanihelp.it. All rights reserved.