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Salute Eseguirebbero una sorta di 'deframmentazione' del cervello

Curare la depressione grazie ai funghi allucinogeni

La psilocibina, un composto psicoattivo prodotto naturalmente dai funghi del genere Psilocybe, pare in grado di migliorare i sintomi della depressione fino a cinque settimane dopo il trattamento

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Curare la depressione grazie ai funghi allucinogeni Thinkstockphotos

Si definiscono funghi allucinogeni quelle specie di funghi che possiedono un tipo di proprietà chiamata psicoattiva: ossia che altera i processi di trasmissione dei segnali e delle informazioni tra cellule nervose, agendo dunque sulle dinamiche alla base di ogni fenomeno psicologico: dalle emozioni ai ricordi, dall'apprendimento alla percezione, dalle capacità motorie alle abilità intellettive. Secondo un luogo comune, questi funghi sono soltanto uno strumento utilizzato, in particolare dai giovani, per il cosidetto ‘sballo’ del sabato sera. In realtà da diversi anni i funghi allucinogeni vengono studiati dal mondo scientifico al fine di comprenderne i benefici in termini di salute. A tal proposito, recentemente, alcuni ricercatori pare siano riusciti a scoprirne il meccanismo d’azione nei confronti della depressione.
Secondo uno studio dell’Imperial College di Londra, pubblicato sulla rivista Scientific Report, la psilocibina, un composto psicoattivo prodotto naturalmente dai funghi del genere Psilocybe, risulta essere un’ottima cura contro la depressione. Gli scienziati parlano di benefici avuti da 20 pazienti ai quali sono state somministrate due dosi di psilocibina (10 mg e 25 mg), la seconda una settimana dopo la prima. Ebbene, i volontari avrebbero riferito sintomi migliorati fino a cinque settimane dopo il trattamento. Per di più, la psilocibina si dimostrerebbe efficace anche nei casi di depressione in cui i più noti psicofarmaci non riescono ad avere alcun effetto.
Stando alla descrizione dell’esperienza vissuta dai pazienti depressi, i quali tendevano a utilizzare termini abitualmente impiegati in ambito informatico, i funghi allucinogeni eseguirebbero una specie di deframmentazione del cervello - operazione che solitamente si fa quando si vogliono migliorare le performance di un computer - che verrebbe così riportato a una sorta di ‘verginità intellettuale’ grazie a una vera e propria reimpostazione dei circuiti chiave, che svolgono un ruolo importante nella depressione: come se il cervello, dopo essere stato ‘ripulito’ dalle informazione negative, possa essere riavviato, pronto per una nuova e sana vita.
Saranno comunque necessari studi più approfonditi, su campioni più grandi e con un gruppo di controllo prima di cantare vittoria; un primo passo, però, sembra essere stato portato a termine.

Pubblicato il: 17-10-2017
Di:
FONTE : Scientific Report

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