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Salute Una ricerca con implicazione farmacologiche

Gli effetti delle sostanze psichedeliche sul cervello

Modificano, in un senso o nell'altro, l'espressione di quasi un migliaio di proteine, tra cui alcune chiave per i processi del sistema nervoso

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Gli effetti delle sostanze psichedeliche sul cervello Thinkstockphotos

I meccanismi tramite i quali le sostanze psichedeliche agiscono sul nostro cervello, interagendo a livello molecolare con i suoi sistemi fisiologici, è materia di indagine scientifica  relativamente recente; cosicché non è ancora particolamente evidente il processo biologico mediante cui tali sostanze provocano i loro effetti psichedelici. In merito a ciò, un recente studio di un team di ricercatori brasiliani coordinati da Stevens Rehen - docente all’Università Federale di Rio De Janeiro e responsabile della ricerca presso il D’Or Institute for Research and Education (IDOR) - ha provato a descrivere gli effetti sul tessuto nervoso di un particolare composto allucinogeno della famiglia della dimetiltriptamina, o DMT, contenuto in molte piante e nel veleno del rospo Bufo alvarius: la triptamina psichedelica 5-MeO-DMT.
Durante la ricerca, pubblicata su Scientific Reports, per studiare il composto e la sua interazione con il tessuto nervoso, i ricercatori hanno fatto ricorso ai cosiddetti ‘minicervelli’: si tratta di piccoli agglomerati di cellule cerebrali umane, non più grandi di una capocchia di spillo, fatti crescere in provetta e utilizzati da alcuni anni per studiare lo sviluppo del cervello e il suo funzionamento, nonché per testare farmaci. Nella fattispecie gli scienziati hanno esposto i minicervelli a una singola dose della sostanza allucinogena, la 5-MeO-DMT. Successivamente, grazie ad una tecnica d’indagine chiamata spettrometria di massa, i ricercatori hanno potuto verificare che la sostanza psichedelica altera la produzione di un migliaio di proteine nel cervello: da un lato aumenta quelle coinvolte nella formazione e nel mantenimento delle connessioni fra neuroni - fondamentali per l’apprendimento e la memoria - dall’altro lato diminuisce alcune proteine coinvolte nei processi di infiammazione e di neurodegenerazione.
La ricerca nell’ambito delle sostanze psichedeliche è importante, anzitutto a scopo farmacologico: in alcuni studi clinici, diverse sostanze psichedeliche - come l’LSD, la psilocibina (contenuta in molti funghi allucinogeni) o i composti della classe DMT - hanno mostrato alcune effetti utili proprio da un punto di vista farmacologico, per esempio azione antidepressiva.

Pubblicato il: 10-10-2017
Di:
FONTE : Scientific Reports

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