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Salute Gli ultimi studi presentati al congresso SICPRE di Modena

Anomalie mammarie, boom di casi

Secondo gli ultimi studi, quasi una donna su tre presenta una sviluppo anomalo del seno

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Anomalie mammarie, boom di casi Thinkstockphotos

Quasi una donna su tre presenta mammelle di forma strana, causa di grande imbarazzo nella vita privata. Diffuso durante il 66mo Congresso Nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica SICPRE, il dato relativo all’aumento delle anomalie mammarie emerge da uno studio da poco pubblicato sulla più prestigiosa rivista scientifica di chirurgia plastica, l’Aesthetic Plastic Surgery.

«L’incremento delle anomalie mammarie è un grande elemento di novità – sottolinea Giorgio De Santis, presidente del congresso da poco chiuso a Modena – che è importante approfondire». Anche per migliorare la qualità di vita delle donne che ne soffrono, permettendo loro di vivere normalmente, senza più doversi nascondere.

Ma, innanzitutto, di cosa si parla quando si parla di anomalie mammarie? «La più frequente è il cosiddetto seno tuberoso – spiega Marco Klinger, autore di due articoli scientifici da poco pubblicati - una  malformazione della ghiandola mammaria che in questi casi risulta concentrata dietro all’areola, da cui la forma allungata, a tubo, con la parte inferiore poco sviluppata». Questa malformazione si manifesta durante la pubertà e richiede un approccio chirurgico diverso da donna a donna, sulla base di una classificazione che consente di individuare anche le forme meno accentuate. A seconda dei casi, la soluzione prevede il rimodellamento della ghiandola mammaria, il trapianto di grasso autologo, la correzione dell’effetto cadente ed eventualmente l’impianto delle protesi. E tutti gli interventi, in generale, sono a carico del Servizio Sanitario Nazionale, cioè gratuiti per la paziente.

In base agli studi più recenti, su 1.600 donne visitate tra il 2009 e il 2014, ben 604 presentavano mammelle stenotiche, cioè mammelle di forma stretta, che anche in giovane età tendono a risultare cadenti. È il contenuto di The prevalence of tuberous/constricted breast deformity in population and in breast augmentation and reduction mammaplasty patients (questo il titolo dello studio), che ha analizzato 1.600 donne caucasiche visitate fra tra il 2009 e il 2014. Di queste, 400 si sono presentate per una mastoplastica additiva (l’aumento del seno), 400 per una mastoplastica riduttiva (la riduzione) e 800 per altre tipologie di interventi. Se in generale nella comunità scientifica non ci sono dubbi relativi alla frequenza del problema, il discorso è ancora aperto per quanto riguarda le cause

«Le ipotesi avanzate per giustificare l’aumento delle anomalie mammarie – dice ancora Klinger - sono relative a fattori ambientali come l’inquinamento e l’alimentazione, spesso ricca di ormoni e pertanto in grado di sollecitare le ghiandole mammarie, notoriamente sensibili a queste sostanze. Ma al momento non ci sono certezze».

Pubblicato il: 28-09-2017
Di:
FONTE : SICPRE

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