Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Può aiutare riposare solo 3 o 4 ore al giorno

Se soffri di depressione prova a dormire poco

Secondo una ricerca americana restare svegli venti o ventuno ore di fila migliora i sintomi della depressione molto rapidamente, persino nel giro di un solo giorno

3.5 di 5
Se soffri di depressione prova a dormire poco Thinkstockphotos

In merito alla depressione è di pochi mesi fa l’allarme lanciato dall’Organizzazione mondiale della sanità: negli ultimi dieci anni è stato registrato un aumento dei casi di circa il 20%. Secondo i dati forniti dall’Oms ne soffrono oltre 300 milioni di persone in tutto il mondo, circa 4 persone ogni 100: colpisce il 5,1% delle donne e il 3,6% degli uomini. La depressione è un disturbo dell’umore; generalmente chi ne soffre prova frequenti e intensi stati di insoddisfazione e tristezza e tende a non trovare piacere nelle comuni attività quotidiane, vivendo in una condizione di costante malumore e con pensieri negativi e pessimisti su se stessi e sul proprio futuro.

Secondo un recente studio di un gruppo di ricercatori dell’Università della Pennsylvania un modo efficace per contrastare la depressione è dormire poco, non oltre le tre o quattro ore al giorno. Per giungere a questa conclusione, di cui si dà notizia sul Journal of Clinical Psychiatry, gli scienziati americani hanno esaminato quasi 2mila studi sul tema, dagli anni ’70 ad oggi, con l’intento di verificare l’effetto della privazione di sonno su pazienti con sintomi depressivi, maniacali o di entrambi i tipi. Nel 50% degli esaminati è emerso che restare svegli venti o ventuno ore di fila migliora i sintomi della depressione molto rapidamente, persino nel giro di un solo giorno: particolare non da poco - sottolineano i ricercatori - dato che i farmaci antidepressivi richiedono mediamente alcune settimane per iniziare a fare effetto. 

Non bisogna, tuttavia, trarre conclusioni affrettate ed eccessivamente ottimistiche: il prossimo passo dello studio sarà, infatti, quello di capire più dettagliatamente il meccanismo che permette alla carenza di sonno di agire sulla depressione, identificando i pazienti che potrebbero realmente beneficiare del trattamento. Si tratta, comunque, di una ricerca di importanza fondamentale dato che - sempre secondo i dati forniti dall’Oms - ad oggi la depressione rappresenta l’1,5 per cento dei casi di morte in tutto il mondo, nonché la seconda causa di decesso tra i giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni.

Pubblicato il: 27-09-2017
Di:
FONTE : Journal of Clinical Psychiatry

© 2017 sanihelp.it. All rights reserved.