Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Musico-terapia con la Sonata K 448

Contrastare l'epilessia grazie a Mozart

Secondo la ricerca, la sonata porta a una diminuzione di circa il 21% delle crisi epilettiche in un paziente su due e, nel 10% dei casi, addirittura alla loro scomparsa

4 di 5
Contrastare l'epilessia grazie a Mozart Thinkstockphotos

L’epilessia è un disturbo neurologico cronico che colpisce la corteccia cerebrale, caratterizzato dalla ripetizione nel tempo di crisi epilettiche. Tali crisi consistono in un’insieme di manifestazioni che possono comprendere brevi episodi di perdita di conoscenza, nonché alterazioni sensitive, psichiche o motorie, talvolta accompagnate da spasmi o da contrazioni della muscolatura scheletrica di tipo convulsivo. Secondo le stime, nel mondo soffrono di epilessia dalle 5 alle 10 persone su mille; solo in Italia la malattia colpisce 25mila persone ogni anno. 

Si tratta, dunque, di un problema di enorme portata ed è per questo che risulta fondamentale quanto scoperto recentemente da un gruppo di studiosi dell’Unità di ricerca dell'Istituto Serafico di Assisi, coordinati dal direttore sanitario Sandro Elisei: secondo la ricerca italiana, l’ascolto quotidiano di un’opera di Wolfang Amadeus Mozart - la ‘Sonata per due piani in D maggiore, K 448’ - ridurrebbe la frequenza delle crisi epilettiche in pazienti resistenti ai farmaci

I ricercatori dell’istituto Serafico hanno infatti constatato che, nei soggetti affetti da epilessia farmacoresistente, in aggiunta a una severa disabilità intellettiva, ascoltare la sonata del compositore austriaco porta a una diminuzione di circa il 21% delle crisi epilettiche in un paziente su due e, nel 10% dei casi, addirittura alla loro scomparsa. In aggiunta a ciò parrebbe che la musica riesca a migliorare persino le abilità comunicative, verbali, motorie, emotive e sociali: un vero e proprio ‘effetto Mozart’.

Purtroppo però lo studio ha portato alla luce anche un altro aspetto, gli effetti benefici si sono rilevati temporanei: a distanza di qualche mese, infatti, la frequenza delle crisi epilettiche è tornata ai livelli iniziali. Per mantenere gli effetti positivi sarebbe dunque necessario l’ascolto della Sonata K 448 per tutta la vita. La ricerca si è rivelata un importante contributo nell’ambito della musicoterapia: un ramo della scienza che tratta lo studio e la ricerca del complesso suono-uomo, per scoprire elementi diagnostici e metodi terapeutici ad esso connessi.

Pubblicato il: 26-09-2017
Di:
FONTE : Istituto Serafico di Assisi

© 2017 sanihelp.it. All rights reserved.