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Salute Addio alla somministrazione a più richiami

Vaccini: più dosi con una sola iniezione

Microparticelle realizzate mediante stampante 3D consentiranno, grazie a un'unica iniezione, di somministrare dosi specifiche di vaccino a intervalli precisi nel tempo

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Vaccini: più dosi con una sola iniezione Thinkstockphotos

Come ormai tutti sanno, la vaccinazione è l’immunizzazione di un soggetto, nei confronti di un agente patogeno, indotta artificialmente, per via orale o tramite iniezione, grazie a una preparazione antigenica che può essere rappresentata dal microrganismo verso cui si vuole ottenere la protezione (batterio o virus), da sue frazioni immunogene (proteine che provocano una risposta di difesa da parte del soggetto) o da sue tossine (come nel caso della vaccinazione contro il tetano). In molti casi la vaccinazione avviene a più richiami, ossia non in una sola seduta, ma somministrando il vaccino due o più volte a distanza di tempo.

E’ proprio per ovviare alle possibili problematiche che spesso si incontrano nelle vaccinazioni a più richiami - come nel caso di aree del mondo remote dove la somministrazioni di diverse dosi, a distanza di tempo, risulta difficile - che un gruppo di ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Techonology) ha messo a punto un sistema di stampa 3D in grado di generare un nuovo tipo di microparticelle che potrebbero consentire, con un’unica iniezione, la somministrazione per un lungo periodo di più dosi di un vaccino. Gli invisibili contenitori, realizzati con un polimero biocompatibile - il PLGA - somigliano a piccolissime tazze di caffè sigillate da coperchi: riempite con la giusta dose di vaccino, si dissolvono con tempistiche diverse a seconda del loro spessore.

Obbiettivo della ricerca, coordinata da Robert Langer e Ana Jaklenec, era non tanto quello di trovare un polimero a rilascio graduale (già esistenti), quanto piuttosto un modo per somministrare dosi specifiche di vaccino a intervalli precisi nel tempo, imitando la classica somministrazione a più richiami. Grazie a questa invenzione, di cui si dà notizia sulle pagine della rivista Science, una sola iniezione basterà dunque a somministrare più dosi e, controllando il processo di stampa, sarà possibile decidere quando ciò avverrà nel corso del tempo

La sperimentazione, effettuati su topi di laboratorio, ha consegnato particelle che si sono aperte a 9, 20 e 41 giorni dopo, rilasciando dosi precise. La sfida sarà ora quella di realizzare capsule a rilascio ancora più lento, che riescano comunque a mantenere stabili le molecole e a non farle degradare.

Pubblicato il: 21-09-2017
Di:
FONTE : Science

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