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Salute Una compressa 'sugar killer'

Il Sotagliflozin per sconfiggere il diabete di tipo 1

Stando ai dati emersi dallo studio, la compressa è riuscita ad abbassare la glicemia e l'emoglobina glicata di quasi un punto, consentendo di ridurre la dose di insulina del 30%

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Il Sotagliflozin per sconfiggere il diabete di tipo 1 Thinkstockphotos

Il diabete di tipo 1 è una malattia di cui, solo in Italia, soffrono oltre 300 mila persone; 29  milioni in tutto il mondo. Si tratta di un problema in continua crescita, per il quale le opzioni terapeutiche sono decisamente scarse: la cura mediante insulina è infatti l’unica possibilità. 

Per questo motivo, la novità che proviene dall’ultimo meeting dell’EASD (l’Associazione europea per lo studio del diabete), è di rilevanza fondamentale: una pillola - già rinominata ‘sugar killer’ - contro il diabete giovanile.

Lo studio, che ha visto partecipare anche l'Italia con l'Università Campus Bio-Medico di Roma, ha coinvolto oltre 1400 pazienti sui quali è stato testato un farmaco, il Sotagliflozin, al dosaggio di 400 milligrammi al giorno; assunta al mattino, a colazione, la compressa si è rivelata capace di tenere a bada il glucosio nel sangue; anche con un minore apporto di insulina, che i diabetici di tipo 1 sono costretti ad assumere sempre perché il loro pancreas ha smesso di produrre l'ormone. Stando ai dati forniti dai ricercatori - e riportati sul New England Journal of Medicine - la compressa è riuscita ad abbassare la glicemia e l’emoglobina glicata di quasi un punto, consentendo di ridurre la dose di insulina del 30% con i boli; con la conseguente diminuzione di possibili complicanze nel lungo periodo. 

Il Sotaglifozin è un farmaco che fa parte della classe degli inibitori del riassorbimento del glucosio a livello renale, glucosio che viene quindi eliminato tramite le urine; la compressa è inoltre in grado di ridurne anche l’assorbimento a livello intestinale. Appartiene ad una famiglia di farmaci finora testata solo per il diabete di tipo 2; entrerà in commercio tra circa un anno e la speranza dei ricercatori è che, come le molecole cugine per il diabete di tipo 2, riesca a ridurre la mortalità anche nei pazienti con diabete di tipo 1.

E’ bene precisare, comunque, che si tratta che si tratta di un farmaco che non sostituisce l'insulina, ma ne riduce le dosi e soprattutto migliora di molto le glicemie giornaliere limitando le ipoglicemie.

Pubblicato il: 15-09-2017
Di:
FONTE : New England Journal of Medicine

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