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Salute Il consiglio è di assumere il 35% di calorie dai grassi

Non sono i grassi a far male al cuore, ma gli zuccheri

Secondo i ricercatori un'alimentazione ricca di carboidrati è tra le più nocive, tanto che aumenterebbe del 28% il rischio di morte prematura

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Non sono i grassi a far male al cuore, ma gli zuccheri Thinkstockphotos

Contrordine: una dieta che comprenda anche adeguate dosi di grassi (saturi e insaturi) non aumenta i rischi di mortalità; anzi, li riduce

Sono ormai anni che l’assunzione di grassi contenuti negli alimenti è osteggiata dalla medicina, giacché queste sostanze vengono accusate di causare danni al sistema cardiovascolare e di contribuire all’insorgenza di disturbi come l’aterosclerosi o eventi come ictus e infarti. I grassi saturi e insaturi farebbero male se il loro apporto totale supera il 30%, oppure se quello dei soli grassi saturi supera il 10%, queste le linee guida; almeno sino a oggi. Un recente studio, condotto dalla canadese Università di Hamilton e pubblicato su The Lancet, ha però rimesso tutto in discussione: non sarebbero i grassi ad elevare i tassi di mortalità, quanto piuttosto i carboidrati contenuti in pane, pasta, eccetera

Lo studio che ha portato i ricercatori canadesi a questa conclusione si chiama PURE (Prospective Urban Rural Epidemiology) ed è stato da poco presentato al Congresso della European Society of Cardiology a Barcellona. Si tratta di una ricerca osservazionale che nasce con l’intento di valutare quale sia l’impatto dell’urbanizzazione sulla prevenzione primaria attuata per mezzo dell’attività fisica, dello stile di vita e della dieta; nonché su fattori di rischio come obesità, ipertensione e l’insorgenza di malattie cardiovascolari. PURE è durato dodici anni ed ha coinvolto 154 mila soggetti, di ambo i sessi e di età compresa tra i 35 e i 70 anni, reclutati in 18 Paesi di tutti e cinque i continenti: dunque uno dei più grandi e completi studi epidemiologici in ambito di cardiologia.

I partecipanti sono stati divisi in fasce a seconda della dieta seguita e ne sarebbe risultato che: nella fascia alta del consumo di grassi i partecipanti mostrano una riduzione del 23% del rischio di mortalità totale, una riduzione del 18% del rischio di ictus e del 30% del rischio di mortalità per cause non cardiovascolari. Ogni tipo di grasso è stato associato a una riduzione del rischio di mortalità: -14% per i grassi saturi, -19% per i grassi monoinsaturi, -29% per quelli polinsaturi. Lo studio avrebbe inoltre dimostrato che sarebbe l’elevata assunzione di carboidrati a causare un maggior rischio di mortalità cardiovascolare: chi non mangia grassi generalmente li sostituisce con carboidrati - pane, pasta e riso - tenendo fuori dalla dieta nutrienti importanti e, secondo lo studio, un’alimentazione ricca di carboidrati è tra le più nocive, tanto che aumenterebbe del 28% il rischio di morte prematura.

Stando allo studio, insomma, a non andare d’accordo sono piuttosto cuore e carboidrati e i ricercatori consigliano di assumere il 35% di calorie proprio dal grasso: per gli uomini 30 grammi al giorno, per le donne 20.

Pubblicato il: 07-09-2017
Di:
FONTE : The Lancet

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