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Marijuana: alti i rischi cardio e cerebrovascolari

Secondo lo studio, il consumo di questa sostanza accresce di ben tre volte il rischio di ipertensione e di morte conseguente

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Marijuana: alti i rischi cardio e cerebrovascolari Thinkstockphotos

La marijuana è una sostanza che si ottiene dalle infiorescenze essiccate delle piante femminili di canapa; il suo principio attivo, il THC (delta-9-tetraidrocannabinolo), le conferisce proprietà psicoattive/stupefacenti e, per questo motivo, è considerata illegale in molti Paesi. Negli ultimi anni, però, sta acquisendo importanza anche in campo medico, in particolare come antidolorifico e antiemetico. 

Diversi sono gli studi, effettuati nel corso degli anni, sulle sue proprietà dannose e benefiche; ancora troppo pochi, tuttavia, sono quelli riguardanti l’impatto del consumo di marijuana sulla mortalità cardiovascolare e cerebrovascolare. A colmare, almeno in parte, questa lacuna giunge ora una ricerca, curata dalla European Society of Cardiology e pubblicata sul Journal of Preventive Cardiology, secondo la quale l’uso della cannabis o marijuana farebbe aumentare il rischio di ipertensione e di morte conseguente. 

Per giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno condotto un’analisi retrospettiva, partendo dagli studi del National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES) - l’indagine statunitense per la valutazione dello stato di salute e nutrizione degli adulti e dei bambini - incrociandone i dati con quelli sulla mortalità del National Centre for Health Statistics riguardanti l’anno 2011: i ricercatori hanno inteso valutare così la possibile associazione tra consumo di marijuana - e la sua durata negli anni - e morte causata da ipertensione, eventi cardiovascolari o patologie cerebrovascolari (tenendo comunque in considerazione variabili come il fumo di sigaretta, nonché il sesso, l’età e l’etnia dei partecipanti). Ne è emerso che chi consuma questa sostanza rischia ben tre volte di più la morte dovuta a ipertensione rispetto a chi non ne fa uso e, se il suo consumo continua, il rischio aumenta ogni anno di più. Per di più, rispetto al tabacco, la marijuana sembra causare effetti negativi, di portata maggiore, anche sul sistema cardiovascolare: comporterebbe, infatti, l’aumento di pressione arteriosa e battito cardiaco a seguito dell’attivazione del sistema nervoso simpatico; chi è già affetto da malattie cardiovascolari può, pertanto, essere soggetto a un maggior rischio di infarto.

Pubblicato il: 22-08-2017
Di:
FONTE : Journal of Preventive Cardiology

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