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Salute Potrebbe aiutare chi è colpito da afasia

Recuperare il linguaggio grazie al midollo spinale

La ricerca italiana dimostrerebbe che il linguaggio non è confinato nell'emisfero sinistro del cervello ma è una rete distribuita in modo diffuso all'interno del sistema nervoso centrale

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Recuperare il linguaggio grazie al midollo spinale Thinkstockphotos

L’afasia è una delle più gravi conseguenze di una lesione cerebrale come potrebbe essere quella causata da un ictus: a seguito della lesione dell’emisfero sinistro del cervello, considerata tradizionalmente del linguaggio, la persona colpita non riesce più a comprendere il significato delle parole e viene immersa in un mondo di suoni indecifrati che le impediscono di comunicare. Si tratta di un problema fortemente debilitante che rende difficoltoso il reinserimento sociale della persona dopo una lesione cerebrale. 

Le terapie di neuroriabilitazione dei pazienti afasici sono orientate, solitamente, all’attivazione di aree integre dell’emisfero sinistro o aree omologhe dell’emisfero destro, nel tentativo di recuperare il più possibile la funzione perduta. Recentemente, però, uno studio tutto italiano - realizzato da un team ricercatori della Fondazione Santa Lucia Irccs di Roma in collaborazione con alcuni colleghi dell'Università di Napoli Federico II e dell'Università degli Studi e dell'Asst Santi e Paolo di Milano - ha provato a stimolare il recupero del linguaggio agendo sul midollo spinale: un tentativo originale, dato che il midollo spinale, componente del nostro sistema nervoso centrale, sarebbe in realtà deputato al controllo di movimenti che eseguiamo senza pensarci e non al controllo della parola, il cui unico depositario parrebbe essere il cervello

L’idea di base della ricerca, pubblicata su Frontiers in Neurology, è stata quella di agire sul midollo spinale mediante stimolazione transcutanea spinale a corrente diretta, associata a un trattamento del linguaggio per il recupero di verbi e sostantivi; tutto ciò unitamente a una settimana di trattamento mediante placebo. Ne è risultato che la stimolazione del midollo spinale, per venti minuti al giorno, ha portato effettivamente a un miglioramento del linguaggio; ma solo per quanto riguarda i verbi, non nell'uso di ogni parola. Secondo i ricercatori, questo effetto ‘selettivo’ sarebbe proprio da imputare al fatto che il midollo spinale è deputato alle funzioni riguardanti il movimento. 

Lo studio, coordinato da Paolo Marangolo (direttore del Laboratorio di Ricerca sull’Afasia presso la Fondazione Santa Lucia), dimostrerebbe dunque che il linguaggio non è confinato nell’emisfero sinistro del cervello, come si ipotizza da sempre, quanto piuttosto una rete distribuita in modo diffuso all’interno del sistema nervoso centrale, che comprende anche strutture cerebrali come il midollo spinale.

Pubblicato il: 21-08-2017
Di:
FONTE : Frontiers in Neurology

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