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Salute Meditazione e ipnosi per sentire meno male

Ridurre il dolore senza l'uso di farmaci è possibile

È possibile ridurre il dolore persino del 30% che, clinicamente parlando, equivale al sollievo dal dolore prodotto da 5 milligrammi di ossicodone: un oppioide dagli effetti simili alla morfina

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Ridurre il dolore senza l'uso di farmaci è possibile Thinkstockphotos

Stando a quanto dichiarato da uno studio, effettuato da un team di ricercatori della statunitense Università dello Utah di Salt Lake City e pubblicato sul Journal of General Internal Medicine, una terapia antidolorifica senza l’impiego di farmaci, come la morfina o altri tipi di oppiacei, è possibile; in particolare facendo ricorso a tecniche quali la meditazione o l’ipnosi

Per giungere a questa conclusione gli scienziati, coordinati da Eric Gardland, hanno coinvolto 244 volontari, ricoverati presso l’ospedale universitario della capitale dello Utah per dolori particolarmente intensi, insorti a seguito di malattie o interventi chirurgici. A ogni paziente è stata assegnata una specifica tecnica - meditazione di consapevolezza, suggestione ipnotica o educazione al controllo del dolore - che, dopo adeguata formazione e preparazione, è stata praticata insieme al personale sanitario. 

Ciascuna tecnica ha ridotto l’ansia e contribuito ad aumentare il rilassamento dei volontari; diverso è stato invece il grado di riduzione del dolore: mediamente coloro che avevano partecipato all’intervento di meditazione ne evidenziavano un calo del 23%, i pazienti sotto suggestione ipnotica del 29%, mentre chi aveva la tecnica di controllo del dolore mostrava una riduzione del 9%. Unitamente a ciò, va sottolineato che coloro i quali avevano ricevuto le terapie mentale e fisica riportavano anche una considerevole diminuzione della necessità di un trattamente con farmaci oppiacei; peraltro addirittura un terzo dei soggetti coinvolti era riuscito a raggiungere una percentuale di riduzione del dolore del 30% che, clinicamente parlando, equivalente al sollievo dal dolore prodotto da 5 milligrammi di ossicodone, un oppioide dagli effetti simili alla morfina

Mediante scansione cerebrale si è osservato che, durante le pratiche, avviene una significativa riduzione dell’attività della corteccia somato-sensoriale, un’area coinvolta nello sviluppo della sensazione di dolore. Contemporaneamente si attivano fortemente anche altre zone: il cingolo anteriore, l’insula anteriore e la corteccia fronto-orbitale: regioni cerebrali che plasmano il modo in cui il cervello si forma una propria esperienza del dolore sulla base dei segnali nervosi provenienti dal corpo.

Pubblicato il: 11-08-2017
Di:
FONTE : Journal of General Internal Medicine

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