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Salute Vale anche per il decaffeinato

Il caffè, elisir di lunga vita

Una tazzina al giorno abbassa i rischi di mortalità da ogni tipo di causa del 12%; se ne si bevono tre o più, i rischi calano fino al 18%

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Il caffè, elisir di lunga vita Thinkstock

Ogni giorno, nel mondo, si consumano ben 2,5 miliardi di tazzine di caffè, e la buona notizia è che bere almeno un caffè al giorno allunga la vita. A sostenerlo è un vasto studio osservazionale recentemente effettuato dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro (IARC) unitamente all’Imperial College di Londra.

La ricerca è stata pubblicata su Annals of Internal Medicine e ha coinvolto oltre 10 milioni di persone, di 10 Paesi europei (tra i quali anche l’Italia); con l’obbiettivo di valutare se il consumo di caffè avesse un qualche rapporto con i rischi di mortalità. Gli studi effettuati sino ad ora presentano risultati contrastanti, ma quest’ultimo è il più ampio mai realizzato sull’argomento, dunque quello presumibilmente più attendibile allo scopo di ottenere risposte convincenti.

Ebbene, stando a quanto dichiarato dai ricercatori, si è riscontrato che un maggior consumo di caffè si associa ad un rischio inferiore di mortalità da tutte le cause, in particolare da malattie del tratto digerente. I risultati emersi sono sostanzialmente gli stessi in tutte e dieci le nazioni europee coinvolte in questo studio, a prescindere cioè dalle diverse abitudini rispetto al consumo e alla preparazione del caffè.

In particolare chi consuma una tazza della ‘bevanda nera’ al giorno, riduce del 12% i rischi di mortalità in generale; ancor meglio che ne consuma tre o più: in costoro il rischio di mortalità cala persino del 18%. Ciò, peraltro, sarebbe vero anche per il decaffenitato; questo perché, a quanto pare, alla base degli effetti benefici della bevanda non vi sarebbe la caffeina, quanto piuttosto i polifenoli, gli acidi clorogenici e i diterpeni, tutti composti dalle forti proprietà antiossidanti.

Come detto, i maggiori benefici riguardano l’apparato digerente: limitatamente a ciò, chi consuma più di tre tazze di caffè, se maschio, ha una mortalità inferiore del 59%; mentre, se donna, inferiore del 40%. Va aggiunto che più di un terzo delle cause di morte per patologie riguardanti il tratto digestivo, considerate nello studio, riguarda il fegato; in tal senso il caffè potrebbe essere benefico perché chi ne consuma ha un migliore profilo enzimatico. Inoltre, bere caffè consente anche un miglior controllo del glucosio e un più basso grado di infiammazione nell’organismo (tant’è che chi consuma questa bevanda ha bassi valori di proteina C, un marcatore di infiammazione).

Pubblicato il: 14-07-2017
Di:
FONTE : Annals of Internal Medicine

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