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Salute Colpisce circa il 2-2,5% della popolazione

Un'infiammazione alla base del disturbo ossessivo-compulsivo

I soggetti in preda a un'ansia maggiore, quando tentano di evitare di mettere in atto i gesti compulsivi, mostrano un livello di infiammazione superiore del 32%

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Un'infiammazione alla base del disturbo ossessivo-compulsivo Thinkstock

Il disturbo ossessivo compulsivo colpisce circa il 2-2,5% della popolazione generale e può presentarsi sia durante l’infanzia e sia in età adulta, anche se l’incidenza massima la si ha tra i 15 e i 25 anni. Si caratterizza per il fatto che, colui che ne soffre, manifesta pensieri, immagini o impulsi ricorrenti che generano ansia e spingono la persona ad attuare azioni ripetitive, pratiche o mentali. Come il nome lascia intendere, tale disturbo conduce a sintomi quali ossessioni e compulsioni: almeno l’80% dei pazienti ha ossessioni e compulsioni, meno del 20% ha solo ossessioni o solo compulsioni.

Per quanto riguarda le cause che determinano il disturbo ossessivo-compulsivo, un recente studio del Center for Addiction and Mental Health di Toronto, pubblicata su JAMA Psychiatry, sostiene che all’origine vi sarebbe uno stato infiammatorio nel cervello del malato, un eccesso di infiammazione del 32% superiore rispetto a chi non soffre di questa patologia.

Per giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno svolto un’indagine su 40 volontari, per metà sani e per metà malati, sui quali è stata eseguita una particolare PET (tomografia ad emissione di positroni), in grado di rilevare eventuali infiammazioni nel cervello per mezzo di una tecnologia che, attraverso un tracciante, permette di valutare l’attività delle cellule cerebrali con una funzione immunitaria, la microglia. Osservando sei diverse aree cerebrali, gli scienziati hanno notato che, appunto, nei soggetti affetti dal disturbo era possibile rilevare una notevole infiammazione e che vi è anche una variabilità fra i malati, la quale potrebbe riflettere quella biologica della patologia: ad esempio, si è visto che i soggetti in preda a un’ansia maggiore, quando tentano di evitare di mettere in atto i gesti compulsivi, risultano essere anche quelli con un livello maggiore di infiammazione.

Il passo successivo della ricerca sarà quello di scovare specifici marcatori, a livello sintomatologico o nel sangue, che permettano di identificare i pazienti con un alto livello di infiammazione che potrebbero maggiormente beneficiare di terapie atte a ridurla.

Pubblicato il: 07-07-2017
Di:
FONTE : JAMA Psychiatry

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