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Salute Una sorta di biopsia liquida che svolge 3 funzioni

Ecco il test 3 in 1 contro il tumore alla prostata

Un prelievo del sangue che consente di rilevare eventuali mutazioni genetiche in soggetti affetti da carcinoma prostatico in uno stadio avanzato

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Ecco il test 3 in 1 contro il tumore alla prostata Thinkstock

È una delle patologie più diffuse tra gli uomini che hanno superato gli 80 anni di età, soltanto in Italia colpisce più di 30mila persone ogni anno: si tratta del tumore alla prostata; una neoplasia che, fortunatamente, se individuata in tempo può essere trattata in maniera efficace - le statistiche sulla sopravvivenza dei pazienti, a cinque anni dalla diagnosi, sono infatti rassicuranti: il 91% dei malati si mantiene in vita.

Curare il cancro della prostata è, dunque, possibile; a contribuire a ciò giunge ora il nuovo test, messo a punto da un team di ricercatori britannici dell’Institute of Cancer Research di Londra e del Royal Marsden NHS Foundation Trust che, sulla rivista scientifica Cancer Discovery, hanno pubblicato i risultati di una prima sperimentazione eseguita su 50 uomini affetti da tumore alla prostata metastatico. 

Si tratta di un esame mediante prelievo del sangue, il quale viene successivamente analizzato in laboratorio con l’obiettivo di rilevare eventuali mutazioni genetiche in pazienti con una diagnosi di carcinoma prostatico in uno stadio avanzato. A quel punto, qualora il soggetto presenti mutazioni dei geni BRCA, può essergli prescritta una terapia che si è dimostrata efficace in questi casi: quella mediante un farmaco della categoria dei Parp inibitori. 

Il test è una sorta di biopsia liquida che svolge tre funzioni: anzitutto indica i soggetti che potrebbero trarre beneficio dalla terapia, in secondo luogo permette di verificare che il farmaco abbia reale efficacia nel corso delle somministrazioni, infine permette il monitoraggio dell’evoluzione del tumore indicando eventuali resistenze alla terapia

Questa accoppiata test+farmaco oltre che facile da eseguire è piuttosto economica e riesce a mostrare in quali pazienti il Parp inibitore può essere utile e in quali no. È uno strumento che può aiutare i medici a scegliere la terapia più indicata caso per caso e che, dopo le dovute verifiche, potrebbe essere impiegato anche per gli altri tumori in cui si prescrive questo tipo di medicinale.

Pubblicato il: 04-07-2017
Di:
FONTE : Cancer Discovery

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