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Salute Potrebbe curare l'insonnia

Scoperta la proteina del sonno

Secondo un gruppo di ricercatori americani a regolare gli effetti della luce e del buio sul nostro ciclo di sonno-veglia "ci pensa" una proteina denominata prokineticin 2 (Prok2)

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Scoperta la proteina del sonno Thinkstock

Un team di ricercatori del California Institute of Technology (Caltech) di Pasadena, negli Stati Uniti, ha scoperto che ciò che regola gli effetti della luce e del buio sul nostro ciclo di sonno-veglia è una una proteina, denominata Prokineticin 2 (Prok2), la cui attività è in realtà indipendente da quelli che vengono chiamati »ritmi circadiani». In altre parole, gli scienziati, coordinati dai professori Jason Rihel e David A. Prober, hanno scoperto una sorta di interruttore che spinge il cervello a farci provare sonno quando cala il buio e che tende a svegliarci quando percepiamo la luce

Per giungere a questa conclusione, durante la ricerca, pubblicata sulla rivista scientifica Neuron, è stato studiato il comportamento di alcuni pesci modificati geneticamente: gli zebrafish (Danio rerio), noti per avere un ciclo sonno-veglia molto simile a quello degli esseri umani. Questi piccoli pesci, originari dell'Asia, sono stati ingegnerizzati per esprimere determinati livelli della proteina Prok2. Dalle analisi è emerso così che quelli che avevano i livelli più elevati mostravano un ciclo sonno-veglia completamente alterato: sostanzialmente dormivano di giorno e restavano svegli di notte. Ciò parrebbe a tutti gli effetti portare alla conclusione che tale proteina può inibire gli effetti che il buio e la luce hanno naturalmente sui ritmi circadiani.

Un altro aspetto importante emerso grazie a questa ricerca risiede nel fatto che i pesci con i livelli più elevati di Prok2 presentavano al contempo un aumento di quelli di galanina: un neurotrasmettitore coinvolto nei processi di riproduzione, apprendimento, alimentazione e sonno. Se tali dati dovessero venire confermati anche nell'essere umano, la scoperta risulterebbe di fondamentale importanza giacché i ricercatori potrebbero riuscire a mettere a punto nuovi farmaci in grado di aiutare le persone che hanno disturbi del sonno, come ad esempio l’insonnia.

Pubblicato il: 29-06-2017
Di:
FONTE : Neuron

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