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Salute Maria Cecilia Hospital tra i primi centri europei

Energia superfredda per curare la Fibrillazione atriale

Maria Cecilia Hospital, ospedale privato di Alta Specialità GVM Care e Research a Cotignola (Ravenna), si colloca tra i primi Centri in Italia e in Europa per l'alto numero di casi affrontati, efficacemente e a minor percentuale di complicanze (l'1% contro il 3,8% del Registro nazionale), mediante Crioablazione.

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Energia superfredda per curare la Fibrillazione atriale Maria Cecilia Hospital

Nel corso del 12° Meeting Internazionale sulla Fibrillazione atriale, svoltosi a Bologna il 16 e 17 febbraio scorsi, il Dottor Iacopino ha presentato i numeri del progetto multicentrico italiano denominato 1STOP che raccoglie gli esiti relativi a 2.536 pazienti sottoposti a Crioablazione, ad oggi il più ampio Registro sull’ablazione in assoluto su scala mondiale, dimostrando che è stato possibile ottenere con la procedura in acuto un isolamento completo delle vene polmonari (l’origine degli impulsi elettrici errati) pari al 98,2%.

A livello nazionale al follow-up (controllo medico) medio a 2 anni, circa l’80% dei pazienti con Fibrillazione atriale parossistica (durata inferiore ai 7 giorni) trattati in Crioablazione mantiene un regolare ritmo cardiaco. E lo stesso accade nel 60% dei malati affetti dalla forma persistente (durata superiore ai 7 giorni). Ciò a fronte di complicanze procedurali nell’ordine del 3,8%, percentuale sensibilmente più bassa rispetto a quanto riportato in pazienti trattati con Radiofrequenza (ablazione transcatetere a caldo estremo), circa il 6% secondo i dati di una survey mondiale.

Nello specifico, cioè concentrando l’attenzione su Maria Cecilia Hospital, la Crioablazione ha dato riscontri ancora più positivi. «Al follow-up medio di 16 mesi - dice il dottor Iacopino - circa il 90% dei pazienti con Fibrillazione atriale parossistica mantiene il ritmo sinusale. Dato che si attesta al 70% nei soggetti colpiti dalla forma persistente. Mentre le complicanze procedurali scendono all’1%, quindi meno della quota inserita nel Registro italiano». 

La Fibrillazione atriale cresce all’avanzare dell’età biologica, rende impossibile un’efficace contrazione delle cavità atriali del cuore che si ripercuote, a sua volta, sulla funzionalità dei ventricoli e sul flusso sanguigno. Può portare ad ictus cerebrale, scompenso cardiaco e gravi problematiche renali. La previsione degli specialisti parla di quasi 20 milioni di malati entro il 2030.

Pubblicato il: 29-06-2017
Di:
FONTE : Maria Cecilia Hospital

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