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Salute La risposta dipende dall'intestino di ognuno

Sicuri che il pane integrale sia più salutare?

Secondo un gruppo di ricercatori israeliani non è sempre vero che la versione integrale sia preferibile: la risposta glicemica all'assunzione di pane, sia esso bianco raffinato o il suo cugino più naturale, dipende dalla flora batterica del nostro intestino e cambia da persona a persona

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Sicuri che il pane integrale sia più salutare? Thinkstock

Molto spesso sentiamo esperti, come dietologi e nutrizionisti, consigliare il consumo di pane integrale per una dieta più sana; ma siamo davvero certi che esso sia da preferire a quello bianco? Secondo un recente studio le cose possono, effettivamente, essere più complicate di così.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Cell Metabolism ed effettuata dall’israeliano Weizmann Institute of Science, sembra far crollare una certezza su cui per anni abbiamo basato la nostra dieta: il pane integrale non è migliore del piano bianco. Del resto, però, non si può nemmeno dire che il bianco sia migliore dell’integrale: la scelta tra l’uno e l’altro dipende dal nostro intestino.

Il team di ricercatori ha sottoposto una ventina di volontari a una dieta forzata: per una settimana metà di loro ha consumato un’alta percentuale di pane integrale, mentre l’altra metà di pane bianco raffinato. Dopo quindici giorni ai volontari è stato fatto ripetere l’esperimento, questa volta invertendo il tipo di pane consumato. Durante l’esperimento gli scienziati hanno tenuto sotto controllo una serie di parametri: la glicemia, il calcio, il magnesio e altri minerali essenziali, il colesterolo e la flora batterica (ossia tutti i microorganismi che vivono nel nostro corpo senza danneggiarlo). Ciò che è emerso, lontano dalle aspettative generali, è che tra i due tipi di pane non vi è alcuna differenza sostanziale per ciò che concerne gli effetti sulla salute: per esempio, il livello di zuccheri (la risposta glicemica) di alcuni soggetti aumentava dopo aver mangiato il pane integrale, per altri succedeva la stessa cosa dopo aver consumato il pane bianco. Il motivo risiede nel fatto che, stando a quanto sostengono i ricercatori, la risposta glicemica è strettamente collegata alla composizione dei batteri che si trovano nell’intestino, piuttosto che alla tipologia di pane assunto; tanto che, con una precisione altissima, è possibile prevedere i livelli di glicemia sulla base di tali batteri di ogni individuo che mangia un determinato tipo di pane.

La conclusione, dunque, è che in un prossimo futuro sarà presumibilmente possibile indicare la tipologia di pane che più si adatta all’intestino di una determinata persona, in termine di salute e benessere, una volta individuato il microbiota - ossia il tipo di flora batterica - che caratterizza l’intestino di ciascun individuo.

Pubblicato il: 27-06-2017
Di:
FONTE : Cell Metabolism

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