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Salute Obiettivo: aumentare i tassi di diagnosi precoce

Malattie renali: tante vittime, poca attenzione

Secondo i dati presentati durante il Congresso Mondiale di Nefrologia, tenutosi in questi giorni a Città del Messico, questo tipo di disturbo uccide ogni anno circa un milione di persone

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Malattie renali: tante vittime, poca attenzione Thinkstock

Dal dossier pubblicato sul Journal of the American Medical Association e presentato a Città del Messico durante il recente Congresso mondiale di nefrologia è emerso un quadro sconcertante: le malattie renali uccidono ogni anno un milione di persone, un adulto su dieci; nonostante ciò, l’attenzione che viene posta nei loro confronti è, secondo gli esperti, decisamente troppo bassa, sia in termini di prevenzione sia per ciò che concerne le cure, questo sia per i Paesi occidentali sia per quelli in via di sviluppo. Tra le nazioni ad alto reddito, Arabia Saudita e Belgio hanno il più alto tasso di insufficienza renale cronica (24%), seguono: Polonia (18%), Germania (17%), Regno Unito e Singapore (16%), Canada e Australia (13%).

Una diagnosi di insufficienza renale cronica non implica necessariamente il ricorso alla dialisi o al trapianto di rene; le malattie renali croniche, nelle fasi iniziali, possono infatti essere trattate correggendo stile di vita o, al massimo, mediante l’assunzione di un semplice antipertensivo. Per questo motivo sarebbe molto importante aumentare i tassi di diagnosi precoce della malattia, cosa che, purtroppo, al momento non sta avvenendo; in tal modo, la mancanza di una sintomatologia nelle fasi iniziali della malattia, unitamente alla talvolta scarsa consapevolezza da parte di medici e pazienti portano a fare sì che, quando la malattia viene scoperta, la funzionalità del rene risulta spesso già compromessa.

Partendo dal presupposto che i soggetti più a rischio sono quelli che soffrono di ipertensione, di obesità, i grandi fumatori e i diabetici (oltre che le persone che hanno precedenti, in famiglia, di insufficienza renale o di eventi cardiovascolari); partendo da ciò, chi dovesse presentare tali fattori di rischio dovrebbe controllare costantemente la salute dei reni: un esame del sangue, delle urine e la misurazione della pressione sanguigna potrebbero già essere sufficienti.

Per prevenire la malattia (o rallentarne la progressione) gli esperti consigliano una dieta ricca di fibre e a basso contenuto di sale, la rinuncia al fumo e lo svolgimento di una moderata attività fisica.

Pubblicato il: 19-06-2017
Di:
FONTE : Journal of the American Medical Association

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