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Salute In Italia quasi una neoplasia su due riguarda over 70

Tumori, dopo i 65 anni il picco dei casi

Il cancro è una patologia legata alla terza età: un'affermazione già vera oggi, ma ancor più vera se consideriamo le stime pubblicate durante l'ASCO Annual Meeting. Il motivo? Col passare degli anni si accumulano danni al DNA e diminuisce la nostra capacità di ripararli

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Tumori, dopo i 65 anni il picco dei casi Thinkstock

Le stime provengono dal recente congresso dell’Associazione Americana di Oncologia (Asco) e dichiarano che, nel mondo, entro il 2040 ben il 70% dei casi di tumore riguarderà persone di età superiore ai 65 anni. Questo perché se già ora il cancro può essere considerato una malattia tipica della vecchiaia, ciò risulterà tanto più vero in futuro a fronte di un progressivo invecchiamento della popolazione mondiale e in particolare di quella italiana - in Italia, ogni anno, vengono diagnosticati più di 183mila tumori in persone over 70, su un totale di circa 365mila nuovi casi. I tumori sono tipici nella terza età perché con l’avanzare degli anni da un lato si accumulano danni al DNA che favoriscono la formazione di masse cancerose, dall’altro viene meno la capacità di riparazione dei danni stessi.

Stando ai dati forniti da Asco, il numero dei malati di cancro nella fascia d’età 75-84 anni è cresciuto di dieci volte negli ultimi 40 anni e per gli ultra 85enni l’aumento è stato persino maggiore: 17 volte superiore rispetto al 1977.

Secondo gli esperti è peraltro difficile stabilire quale sia il trattamento migliore in un paziente anziano, e ciò per vari motivi: anzitutto pochi sono i dati attualmente a disposizione circa efficacia e tossicità dei farmaci anticancro sulle persone di età avanzata. In secondo luogo la difficoltà è spesso legata al fatto che molti anziani soffrono anche di altre patologie croniche e seguono pertanto più terapie. Infine, con l’avanzare degli anni è normale una certa fragilità psico-fisica del paziente, la quale deve essere valutata singolarmente per capire lo stato di condizione generale della persona. Da tutto ciò ne consegue che dopo i 65 anni di età la terapia antitumorale deve essere incentrata sul singolo paziente, considerando sia le sue debolezze sia i suoi punti di forza. Va sottolineato infine che una valutazione geriatrica è sempre necessaria prima di un’operazione chirurgica o all’inizio dei trattamenti radioterapici e chemioterapici, in modo da considerare i possibili effetti collaterali e capire cosa può essere fatto per prevenirli o renderli più tollerabili.

Pubblicato il: 16-06-2017
Di:
FONTE : ASCO

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