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Salute Una patologia dall'origine ancora sconosciuta

Contro l'autismo il farmaco per la malattia del sonno

Si chiama suramina ed è utilizzata da anni per curare la tripanosomiasi africana: somministrata ad alcuni bimbi autistici, ha permesso loro non solo di pronunciare le prime frasi di senso compiuto, ma persino di cantare dopo una sola settimana di trattamento

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Contro l'autismo il farmaco per la malattia del sonno Thinkstock

Si chiama suramina ed è un farmaco utilizzato da oltre un secolo per il trattamento della malattia del sonno africana; a sperimentarlo contro gli effetti dell’autismo è stato un recente studio, pubblicato sulla rivista scientifica Annals of Clinical and Translational Neurology ed effettuato da un team di ricercatori della Scuola di Medicina dell’americana University of California San Diego (UCSD). Gli scienziati tengono a precisare che i risultati sono ancora preliminari, dato che il campione di soggetti su cui i test sono stati eseguiti è molto ristretto - si tratta infatti di 10 bambini autistici di età compresa tra i 5 e i 14 anni; nonostante ciò si sono registrati benefici misurabili (anche se transitori) e dunque l’ottimismo tra i ricercatori è alto.

I bambini sono stati divisi in due gruppi: al primo gruppo è stata somministrata una dose di suramina, mentre al secondo gruppo un semplice placebo. Nei bambini del primo gruppo, ma non in quelli del secondo, si è registrato un buon miglioramento in tutte le aree che solitamente vengono interessate dalla malattia: dal linguaggio, ai comportamenti ripetitivi, sino alle relazioni sociali. Due dei dieci bambini sono riusciti non soltanto a pronunciare le prime frasi di senso compiuto della loro vita, ma persino a cantare; tutto ciò ad appena una settimana di distanza dalla somministrazione del farmaco.

Oltre a questo, lo studio ha ottenuto un ulteriore risultato: ha mostrato ai ricercatori una possibile via verso la comprensione di come abbia origine l’autismo, una malattia le cui cause sono ancora in larga parte sconosciute alla scienza, anche se recenti studi avrebbero dimostrato che in un 10-15% dei casi si tratterebbe di alterazioni genetiche. Secondo gli scienziati californiani a fondamento dell’autismo potrebbe esservi un particolare processo biochimico delle cellule, la cosidetta cell danger response (risposta cellulare al pericolo) che, in un certo senso, si incepperebbe: una sorta di blocco che può alterare permanentemente la risposta cellulare nelle interazioni col mondo esterno. Quando ciò accade, infatti, le cellule si comportano come se fossero ancora danneggiate o in pericolo, anche se la causa del danno o della minaccia non permane più.

Pubblicato il: 06-06-2017
Di:
FONTE : Annals of Clinical and Translational Neurology

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