Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Uno studio condotto su cavie da laboratorio

La soluzione contro il dolore cronico? Dormire a lungo

Secondo uno studio condotto da ricercatori americani, la privazione del sonno indotta dal provare un forte disagio non farebbe che acuire il dolore, in un circolo vizioso difficile da spezzare. Occorre quindi cercare di dormire più a lungo possibile onde diminuire la sensibilità

3.5 di 5
La soluzione contro il dolore cronico? Dormire a lungo Thinkstock

Un team di ricercatori dell’Harvard Medicine School di Boston, negli Stati Uniti, ha recentemente effettuato uno studio - pubblicato sulla rivista Nature Medicine - secondo il quale, in caso di dolori cronici di varia natura, sarebbe opportuno dormire di più. Lo studio avrebbe infatti dimostrato che una prolungata carenza di sonno accrescerebbe la sensibilità al dolore il quale, a sua volta, chiaramente impedisce di dormire bene; andando così a porre in essere un circolo vizioso che finisce per accrescere il malessere dell’individuo.

Per arrivare a questa conclusione, gli scienziati hanno effettuato alcuni esperimenti su cavie di laboratorio, misurando in loro gli effetti prodotti da una perdita di sonno acuta o cronica. La strategia utilizzata per fare in modo che i roditori avessero difficoltà a prendere sonno è stata coinvolgerli in attività dinamiche nonché stimolanti sul piano cerebrale; un po’ come accade a noi esseri umani quando, prima di coricarci la sera, facciamo sport oppure ci impegnamo in attività intellettuali che richiedono un certo sforzo. In tal modo, i ricercatori sono riusciti a prolungare la veglia dei topi sino a 12 ore in una sessione, oppure per 6 ore al giorno per 5 giorni consecutivi. Dopo ciò è stata verificata la loro sensibilità al dolore fornendo agli animali stimoli dolorosi di varia natura, scoprendo, appunto, che la vigilanza ha un ruolo fondamentale nel determinare la sensibilità al dolore: i topolini pativano maggiormente gli stimoli dolorosi quanto meno riposavano. Somministrando poi agli animali un comune analgesico come l’ibuprofene si è notato che la sensibilità al dolore indotta dalla perdita di sonno non veniva affatto bloccata; in tal senso persino la morfina si è rivelata poco efficace. Curiosamente, invece, alcune sostanze come la caffeina e il farmaco modafinil, dirette a favorire la veglia, ostacolavano efficacemente l’ipersensibilità al dolore causato sia dalla perdita di sonno acuto, sia da quella cronica.

Tutto ciò, secondo gli scienziati, porta alla conclusione secondo cui quando proviamo un dolore cronico potremmo stare meglio se riuscissimo a dormire di più durante la notte e bevessimo qualche caffè durante il giorno.

Pubblicato il: 18-05-2017
Di:
FONTE : Harvard Medicine School, Nature Medicine

© 2017 sanihelp.it. All rights reserved.