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Salute Più spazio a verdure, carni bianche e pesce

Troppa carne rossa aumenta il rischio di 9 malattie

Tumore, ictus, malattie cardiache, diabete, patologie respiratorie, Alzheimer, malattie renali, infezioni e patologie epatiche croniche: sono queste le condizioni la cui probabilità cresce all'incrementare del consumo di carne rossa

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Troppa carne rossa aumenta il rischio di 9 malattie Thinkstock

A confermare i pericoli per la salute derivanti da un consumo eccessivo di carni rosse giunge un recente studio, pubblicato sul British Medical Journal, che ci ricorda quanto ciò possa comportare l’aumento del rischio di morte in generale, nonché quello di nove malattie croniche particolarmente diffuse: tumori, ictus, malattie cardiache, diabete, patologie respiratorie, Alzheimer, malattie renali, infezioni e patologie epatiche croniche.

La ricerca in questione è stata effettuata da un team di epidemiologi dell’americano National Cancer Institute di Bethesda, i quali hanno analizzato i dati ricavati da una grande indagine chiamata NIH-AARP Diet and Health Study (la NIH-AARP è l’associazione dei pensionati americani) condotta, fino allo scorso anno, su oltre 500 mila americani adulti per ben 16 anni. La conclusione è stata che all’aumento del consumo delle carni rosse lavorate aumenta anche il numero di decessi; ma la nota positiva è che, al contrario, quanto più nell’alimentazione si introducono carni bianche non lavorate e pesce, tanto più il rischio di morte diminuisce sino a scomparire. Sostituire le carni rosse con quelle bianche, infatti, ridurrebbe questo rischio persino del 25%.

Entrando nello specifico, i ricercatori hanno suddiviso i consumatori di carne rossa in 5 gruppi, sulla base di quanti grammi, ogni mille calorie, erano di carne rossa: da 1 a 5 grammi, appunto. Andando poi a verificare i decessi - ad esempio quelli causati da tumore - ne è emerso che: nel gruppo in cui le persone mangiavano un grammo di carne ogni mille calorie i decessi erano stati 7.869, nel gruppo 2 grammi erano stati 8.510, 9228 nel gruppo 3 grammi, 9.858 nel gruppo 4 grammi e infine 10.275 nel gruppo 5 grammi.

Secondo gli esperti i responsabili maggiori sarebbero i nitriti e i nitrati (per quanto riguarda gli insaccati) e il ferro eme (per quanto riguarda la carne rossa); oltre, probabilmente, ad altri fattori quali: gli additivi e i carcinogeni che derivano dalla cottura; nonché l’evidenza per cui se la dieta è prevalentamente costituita da carne, minore spazio sarà dato alle verdure.

Pubblicato il: 15-05-2017
Di:
FONTE : British Medical Journal

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