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HIV: aumenta l'aspettativa di vita per USA e Europa

Secondo uno studio dell'Università di Bristol, oggigiorno la speranza di vita di un individuo ventenne che abbia iniziato la terapia antiretrovirale nel 2008 non è lontana da quello di un coetaneo sano, stabilizzandosi sui 78 anni

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HIV: aumenta l'aspettativa di vita per USA e Europa Thinkstock

Dall’anno in cui fu introdotta la triterapia antiretrovirale, era il 1996, la speranza di vita delle persone affette da Hiv nei Paesi occidentali è aumentata di ben dieci anni. A dichiararlo è uno studio, effettuato da un team di ricercatori dell’Università di Bristol, di fresca pubblicazione sulla rivista scientifica The Lancet Hiv.

Secondo la ricerca, attualmente l’aspettativa di vita di un ventenne nordamericano o europeo, che abbia iniziato il trattamento nel 2008, non è lontana da quella di un coetaneo sano: 78 anni circa. Per arrivare a questa conclusione, gli scienziati hanno esaminato i dati di 90 mila occidentali sieropositivi; analizzando il tasso di mortalità a tre anni dall’inizio della terapia antiretrovirale (ossia quella che viene eseguita per cercare di bloccare lo sviluppo della malattia e impedirne il contagio) si è notato che il numero di decessi tra coloro che avevano iniziato il trattamento tra il 2008 e il 2010 era nettamente inferiore rispetto a quello di chi l’aveva intrapresa tra il 1996 e il 2007. Ciò perché, grazie alla ricerca scientifica sul piano farmacologico, si sono fatti grandi passi avanti e si dispone oggi di farmaci più efficaci e meno tossici sul lungo periodo. A questo va associata una maggiore prevenzione di eventi avversi come i problemi cardiovascolari e i tumori; nonché alla migliorata gestione di altre malattie - come l’epatite - che, frequentemente, colpiscono i sieropositivi.

Il miglioramento, tuttavia, non si rileva tra tutti i soggetti: la speranza di vita di quelli che hanno contratto l’infezione a seguito dell’iniezione di droghe non è cresciuta allo stesso livello che negli altri. Ciò potrebbe far supporre che i dati positivi registrati negli ultimi anni siano la conseguenza di una modifica dei comportamenti delle persone nel corso del tempo; tant’è vero che tra le persone con l'Aids che hanno iniziato le cure a partire dal 2008 sono minori i casi di contagio tramite iniezione.

Pubblicato il: 12-05-2017
Di:
FONTE : The Lancet

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