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Salute Il merito è della caffeina

Prevenire il tumore alla prostata grazie al caffè

Riduzione del rischio di sviluppare la neoplasia pari al 53% in meno per chi beve tre tazzine di questa bevanda al giorno: è questo il risultato di uno studio italiano, comparso sulla rivista International Journal of Cancer

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Prevenire il tumore alla prostata grazie al caffè Thinkstock

Circa gli effetti sulla salute del caffè sarà capitato a ciascuno di noi di leggere i pareri più disparati e contrastanti in ambito medico-scientifico; nel dibattito tra coloro che ne sostengono le qualità e quelli che la ritengono una bevanda che potrebbe fare più male che bene si inserisce ora uno studio, pubblicato sulla rivista International Journal of Cancer, secondo il quale tre tazzine di caffè al giorno ridurrebbero i rischi di sviluppare il cancro alla prostata.

Già un anno fa, l’Agenzia nazionale per la ricerca sul cancro di Lione era tornata sui propri passi rispetto a quanto dichiarato nel 1991 circa gli effetti dannosi del caffè e affermato che non ci sono reali prove che questa bevanda possa favorire il cancro. Recentemente però, come detto, un gruppo di ricercatori dell’Ircss Nueromed di Pozzilli (Isernia) - in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità e l’Istituto Dermopatico dell’Immacolata di Roma - è giunto persino alla conclusione che non solo il caffè non favorirebbe i tumori ma, nel caso del cancro alla prostata, avrebbe persino funzione preventiva.

Per maturare questa evidenza i ricercatori hanno analizzato i dati ricavati da un’indagine denominata Moli-sani, una ricerca epidemiologica su fattori genetici e ambientali alla base di malattie cardiovascolari e tumori che, a partire dal 2005, ha coinvolto circa 25 mila abitanti del Molise. «Osservando le abitudini relative al consumo di caffè di 7 mila uomini partecipanti all’indagine - ha spiegato George Pounis, primo autore dello studio - e mettendole a confronto con i casi di cancro alla prostata che si sono verificati nel corso del tempo, abbiamo riscontrato una netta riduzione di rischio, di ben il 53%, in chi beveva più di tre tazzine al giorno di questa bevanda».

Per capire se fosse la caffeina, l’alcaloide presente nella pianta di caffè e nei sui semi (i ‘chicchi’), ad avere questa azione protettiva, i riceratori hanno direttamente testato l’effetto di estratti di caffè contenenti questo alcaloide su alcune cellule di cancro alla prostata coltivate in vitro: la riduzione del tumore si è rivelata significativa; al contrario, gli estratti di caffè privi di caffeina non hanno prodotto alcun effetto. Da ciò sembrerebbe, dunque, che la responsabilità dell’azione preventiva sui tumori sia da attribuire alla caffeina, e non ad altre sostanze antiossidanti presenti nel caffè, come era stato ipotizzato.

Pubblicato il: 03-05-2017
Di:
FONTE : International Journal of Cancer

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