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Giornata Nazionale della Salute della Donna

Un argomento particolarmente delicato e importante per la salute di ogni donna è sicuramente quello dell'accesso all'epidurale: parliamone.

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Giornata Nazionale della Salute della Donna Thinkstock

Per il secondo anno consecutivo, il 22 aprile è la giornata tutta dedicata alla salute al femminile: il tema è di rilevanza strategica, poiché tutelare la salute delle donne significa avere a cuore il benessere di tutta la famiglia e, in ultima analisi, anche dell’intera collettività.

Quando si parla di salute al femminile non si può non pensare alla procreazione, alla gravidanza e al parto.

Se mettere al mondo un figlio resta per tutte le donne, un evento straordinario e meraviglioso, tutte all’approssimarsi dell’evento provano paura, poiché il momento del travaglio comporta dolore.

Per questo motivo il tema dell’accesso all’epidurale 24 ore su 24 è un tema di salute importante e caro a tutte le donne.

è bene sapere che l’analgesia epidurale già dal 2008 è stata inserita nei LEA (livelli Essenziali di Assistenza), ma ancora oggi nel 2017 molte donne si trovano a fare l’intero travaglio senza possibilità di epidurale, se si trovano a partorire di notte o nei fine settimana.

Proprio per rimediare a questa grave mancanza si è tornati a insistere su questo argomento anche nei nuovi LEA recentemente pubblicati in Gazzetta Ufficiale.

Le donne che non vi vogliono rinunciare, quando scelgono l’ospedale dove partorire devono trovarne uno che la offre 24 h su 24 e 7 giorni su 7 (può essere molto interessante, in questo senso, consultare il sito Dove e Come Mi Curo dove è disponibile una lista di ospedali che la offrono 24 h su 24, 7 giorni su 7;  per effettuare la ricerca, basta scrivere nella barra del "cerca" la parola chiave "epidurale" e selezionare la voce "Analgesia epidurale gratuita h24 7 giorni/7).

Ogni ospedale per poter offrire un tale servizio deve disporre di anestesisti preparati in questo senso e deve organizzarsi in maniera tale da poter disporre di anestesisti che per assicurare la parto analgesia, non debbano per questo lasciare scoperti settori nevralgici come il pronto soccorso, la rianimazione o la sala operatoria.

A tal proposito però per il momento come precisa Ida Salvo, GdS (Gruppo di Studio) Ostetricia SIAARTI (Società Italiana di Anestesia Analgesia Rianimazione e Terapia Intensiva): «Nonostante a volte si scelga di partorire in un ospedale che pratica la parto-analgesia molte donne non possono accedervi se si partorisce di notte o nel week-end, quando le guardie anestesiologiche sono ridotte al minimo. In un'indagine SIAARTI, svolta qualche anno fa, è emerso che ben il 41% degli ospedali dichiarano di offrire l'epidurale, ma pochissimi in realtà riescono a garantire la prestazione 24 h su 24, 7 giorni su 7».

A tal proposito, infine Ida Salvo puntualizza anche: « L'Associazione O.N.Da (Osservatorio Nazionale sulla salute della Donna) ha dimostrato che più della metà dei cesarei richiesti dalle donne (soprattutto nei piccoli punti nascita) avviene per paura del dolore del travaglio. Garantendo l'accesso all'epidurale, quindi, si ridurrebbe anche il numero dei cesarei. Anche in questo siamo tra i peggiori in Europa. A proposito del parto con taglio cesareo, le donne devono sapere che si tratta di un intervento chirurgico non scevro di complicanze che predispone a una perdita ematica almeno doppia rispetto a un parto vaginale. E poi »un cesareo tira l'altro», nel senso che quando ne hai fatto uno te lo ripropongono al secondo figlio ed i rischi di complicanze aumentano proporzionalmente». 

Pubblicato il: 21-04-2017
Di:
FONTE : Redazione -Comunicato Stampa

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