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Salute Una scoperta fondamentale per la cura della malattia

Tumore al polmone, nuovo studio italiano svela meccanismo

Secondo i ricercatori dell'Università degli Studi di Roma la neoplasia, una delle prime cause di morte dei paesi occidentali, per crescere necessita di cellule staminali che, se bloccate, portano al suo arresto

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Tumore al polmone, nuovo studio italiano svela meccanismo Thinkstock

Il tumore al polmone è, a oggi, una delle prime cause di morte nei Paesi industrializzati, Italia compresa. Si tratta di una neoplasia che, nel nostro Paese, rappresenta la prima causa di morte per tumore negli uomini e la terza tra le donne: quasi 34 mila morti ogni anno. Negli ultimi anni si è osservata una moderata diminuzione di incidenza negli uomini, ma un aumento nelle donne: ciò è dovuto al fatto che trattasi di un tumore legato principalmente al fumo; abitudine che si è ridotta negli uomini, ma che è in crescita tra la popolazione femminile.

In base ai dati oggi disponibili - le stime sono dell’Associazione italiana registri tumori - nel corso della vita un uomo su 9 e una donna su 36 possono sviluppare un tumore del polmone, mentre un uomo ogni 10 e una donna ogni 44 rischiano di morire a causa della malattia. Si tratta, dunque, di numeri preoccupanti; è anche per questo che di fondamentale importanza risulta lo studio, di un gruppo di ricercatori del Dipartimento di Medicina Clinica Molecolare dell’Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’, che ha svelato un nuovo meccanismo attraverso il quale le cellule staminali dei tumori al polmone si propagano.

Le potenziali ricadute terapeutiche della scoperta - pubblicata sulla rivista Oncogene - sono legate alla possibilità di bloccare la crescita delle cellule staminali tramite l’impiego di molecole in grado di inibire l’SCD1, un enzima fondamentale per la sopravvivenza delle staminali stesse. Gli scienziati spiegano che il tumore può essere considerato come una sorta di popolazione eterogenea di cellule organizzate in modo gerarchico e governate da un sottogruppo di staminali tumorali che favorisce continuamente la crescita del tumore; queste ultime cellule sono quelle più resistenti ai farmaci e dunque le principali responsabili delle metastasi e delle recidive, colpirle significa pertanto inibire alla base la crescita dei tumori.

«Attraverso lo studio di staminali tumorali di polmone - spiega Rita Mancini, dell’Università di Roma - siamo riusciti a evidenziare il modo in cui SCD1 agisce attivando le cellule tumorali. In altre parole questo studio rafforza l’importanza di SCD1 come uno dei principali promotori della crescita delle staminali tumorali polmonari. Abbiamo inoltre sufficienti elementi per ritenere che il ruolo chiave di SCD1 si estenda anche alle cellule staminali di altri tipi di cancro».

Pubblicato il: 11-04-2017
Di:
FONTE : Università degli Studi di Roma La Sapienza, Oncogene

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