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Salute Cause ereditarie ed ambientali, ma anche la sfortuna conta

Tumori: nella maggioranza dei casi prescindono stile di vita

La sfortuna, sotto forma di mutazioni genetiche nella replicazione del DNA, pesa in maniera diversa a seconda della neoplasia considerata: dal 95% dei tumori al cervello e alle ossa, al 35% di quello ai polmoni

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Tumori: nella maggioranza dei casi prescindono stile di vita Thinkstock

La domanda che spesso ci poniamo è: se assumiamo che alla base dell’insorgenza del cancro vi siano cause legate a modelli di vita non propriamente sani - parliamo cioè del fumo di sigaretta, dell’eccessiva esposizione ai raggi del sole ecc. - come è possibile che si ammalino anche persone che conducono una vita, da questo punto di vista, ineccepibile?

A questo quesito hanno tentato di rispondere un paio di ricercatori della Johns Hopkins University di Baltimora (USA), il genetista Bert Vogelstein e il biostatistico Cristian Tomasetti, tramite uno studio pubblicato sulla rivista Science in due tranche, nel 2015 e negli ultimi giorni.

Partendo da ciò che la scienza ha ormai stabilito, ossia che una cellula normale diventa tumorale quando nel suo DNA si verificano almeno 2/3 mutazioni che la fanno impazzire, i due scienziati hanno appurato che in ben due casi su tre queste mutazioni dipendono da errori casuali; errori che le cellule compiono durante la divisione e replicazione. Dunque, sostiene Vogelstein «anche qualora si vivesse in un ambiente con l’aria assolutamente pulita e senza raggi del sole e allorché si mangiassero solo cibi sanissimi, queste mutazioni ci sarebbero comunque».

É però bene precisare: affermare che il 66% di mutazioni avviene in modo casuale non significa che lo sviluppo del tumore sia, in tale percentuale, dovuto alla sfortuna e dunque non prevenibile. Infatti, precisa Tomasetti, «se una cellula del polmone è diventata cancerosa dopo aver subito tre mutazioni, e solo una di quelle mutazioni era causata dal fumo, vuol dire che quella malattia era prevenibile».

Il punto è che si afferma tradizionalmente che i tumori hanno cause ereditarie, ambientali o comunque legate agli stili di vita; escludendo sostanzialmente il caso, come se esso non avesse alcun ruolo determinante, ma fosse semplicemente un ‘rumore di fondo’. In realtà, grazie a questo studio, «ci siamo accorti - continua Tomasetti - che il caso non è affatto un rumore di fondo, ma che gioca piuttosto un ruolo prevalente nel determinare le mutazioni del DNA che causano il cancro».

Il peso che il caso ha sullo sviluppo dei tumori varia, comunque, in base alla zona di insorgenza. Per quanto riguarda i tumori alla prostata, alle ossa e al cervello, gli errori di copiatura casuali rappresentano addirittura il 95% di tutte le mutazioni in questi tipi di cancro; mentre nel caso dei polmoni il peso della ‘sfortuna’ scende al 35%, ciò significa che il restante 65% delle alterazioni del DNA dipende da fattori come il fumo di sigaretta e l’inquinamento.

Pubblicato il: 27-03-2017
Di:
FONTE : Johns Hopkins University Baltimora, Science

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