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Glaucoma: il punto sulla situazione

è una patologia tipica dell'età senile che se non curata porta a cecità, per questo è fondamentale la diagnosi precoce

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Glaucoma: il punto sulla situazione Thinkstock

Si è da poco conclusa la settimana mondiale del glaucoma, per sensibilizzare e informare su questa malattia cronica e degenerativa, determinata da un aumento di pressione all'interno dell'occhio, ma non solo.

L'aumento della pressione intraoculare è infatti il principale fattore di rischio per lo sviluppo di questa condizione, ma non è affatto il solo poiché non mancano i casi di persone che hanno sviluppato la malattia pur potendo contare su valori della pressione oculare del tutto nella norma.

A questo proposito il professor Luciano Quaranta direttore del Centro per lo studio del Glaucoma presso l'università degli Studi di Brescia tiene a precisare come:« Le più recenti ricerche hanno evidenziato che non sempre la sola riduzione della pressione oculare è di per se sufficiente nel rallentare l’evoluzione della malattia. Sulla base di queste osservazioni si tende oggi a considerare la malattia come una forma di neurodegenerazione primaria delle cellule ganglionari retiniche».

Tradotto in parole povere se è vero come lo è che è fondamentale mantenere e controllare che la pressione intraoculare sia nella norma o ci si mantenga, tramite l'instillazione di appositi colliri, questo accorgimento da solo non basta, poiché la malattia può progredire e insorgere pur monitorando la pressione oculare. Ecco perchè come spiega ancora il professor Quaranta:« Oggi si cerca di prevenire o comunque ridurre la degenerazione del nervo ottico al fine di limitare i danni per il campo visivo, al fine di contrastare il trend epidemiologico che vede cinquemila italiani perdere la vista ogni anno. Ecco perché dobbiamo iniziare a pensare al glaucoma come ad una malattia neurodegenerativa che ha l’occhio come bersaglio».

Oltre a controllare la pressione endoculare dunque occorre bloccare la neurodegenerazione: in questo senso verrà avviato, in Italia, uno studio triennale che coinvolgerà 612 pazienti e 14 centri specializzati nella cura del glaucoma: questo studio che vede la coordinazione proprio del professor Quaranta cercherà di capire se il coenzima Q10, una sostanza ad azione neuroprotettiva provata già in altre sindromi neurodegenerative come il Parkinson è in grado effettivamente di rallentare la progressione della malattia.

Pubblicato il: 22-03-2017
Di:
FONTE : Redazione -Ufficio Stampa

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