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Salute Causa di 6 milioni di morti e 5 milioni di invalidi l'anno

Il veleno di ragno che riduce i danni da ictus

In seguito a un colpo apoplettico, l'afflusso d'ossigeno al cervello si abbassa: per sopravvivere l'organo brucia glucosio, in un processo che danneggia irrimediabilmente i neuroni. Iniettando il veleno di un ragno australiano entro 2 ore dall'evento, alcuni ricercatori hanno notato come l'80% dei danni possa essere evitato

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Il veleno di ragno che riduce i danni da ictus Rete

L’ictus, o colpo apoplettico, indica quella perdita di funzionamento cerebrale causata da un insufficiente apporto di sangue a un’area più o meno estesa del cervello. I principali fattori di rischio sono dati dall'ipertensione, dall'aterosclerosi, dal fumo di sigaretta e dall'abuso di alcool; non a caso, quindi, l'ictus è più frequente negli uomini rispetto alle donne e nei Paesi industrializzati rispetto a quelli in via di sviluppo. L’ictus rappresenta una delle principali cause di morte al mondo, provoca infatti oltre 6 milioni di decessi all’anno, nonché oltre 5 milioni di invalidi; è per questi motivi che un recente studio, pubblicato sulla rivista scientifica PNAS, potrebbe risultare di fondamentalmente importanza.

Un gruppo di ricercatori della Queensland University e della Monash University, entrambe australiane, avrebbe scoperto che un peptide (un particolare composto organico risultante dall'unione di due o più molecole di amminoacidi) presente nel veleno di uno dei ragni più velenosi d’Australia - il cosidetto ragno dalla ragnatela a imbuto o ragno dei cunicoli, scientificamente l’Hadronyche infensa - è in grado di preservare il cervello dalla perdita dei neuroni a seguito di un ictus.

In seguito a un ictus, infatti, il livello di ossigeno nel cervello precipita e, per continuare a funzionare, l'organo inizia a consumare il glucosio attraverso un processo chiamato glicolisi anaerobica. Tale reazione permette la sopravvivenza, tuttavia innesca il rilascio di un acido che aggredisce i neuroni, con conseguenze devastanti come la disabilità permanente. Stando allo studio, la molecola presente nel veleno del ragno, che trattata in laboratorio prende il nome di Hi1a, riesce a bloccare il rilascio dell’acido, permettendo così di salvare i neuroni dalla morte.

Per giungere a questa conclusione, gli scienziati hanno iniettato la molecola Hi1a, sintetizzata a partire dal veleno del ragno, in alcuni topi di laboratorio colpiti da ictus: ne sarebbe risultato che, se iniettata entro due ore dal colpo apoplettico, la molecola è in grado di ridurre i danni cerebrali dell’80% (del 65% se iniettata dopo otto ore dall’ictus).

La scoperta appare sensazionale, perché di tratterebbe del primo farmaco in grado di bloccare gli effetti derivanti dai colpi apoplettici. La sperimentazione deve ancora essere verificata sull’uomo; ma già ora Glenn King, coordinatore dello studio, dichiara che: «si tratta di una grande promessa per il trattamento futuro degli ictus; riteniamo infatti di aver individuato, per la prima volta, un modo per ridurne i possibili gravi danni al cervello».

Pubblicato il: 22-03-2017
Di:
FONTE : PNAS, Queensland University

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