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Salute Forma è risultato di un lungo processo evolutivo

Il clima influenza anche la forma del naso

Più caldo ed umido il clima, più ampie le narici; più ci si allontana dall'Equatore, più lungo e stretto il setto. Questa è sostanzialmente la conclusione dello studio comparso recentemente su PLOS Genetics. La ragione? L'attività di condizionamento dell'aria inspirata

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Il clima influenza anche la forma del naso Thinkstock

Il naso è una delle parti anatomiche che caratterizza maggiormente il volto di ciascuno di noi. La sua forma, infatti, può variare molto da individuo a individuo: grande o piccolo, largo o stretto, ‘a patata’, aquilino, greco. Interessante è però ciò che un recente studio, realizzato da un gruppo di ricercatori di diverse nazionalità e pubblicato su Plos Genetics, sostiene; ossia che la forma del naso è conseguenza di un lunghissimo processo evolutivo, influenzato in modo significativo dal clima dei luoghi in cui i nostri progenitori hanno abitato.

Per giungere a questa conclusione, gli scienziati hanno analizzato - facendo ricorso a immagini tridimensionali - molteplici caratteristiche del naso di soggetti originari di diverse regioni geografiche: la distanza tra le narici, la loro superficie, la lunghezza del setto, l’altezza, la protusione e la superficie globale. Dai risultati sarebbe emerso che, effettivamente, le differenze, sia nella forma del naso sia in altre caratteristiche somatiche tra diverse popolazioni umane, si accumulano negli anni a causa di processi di selezione genetica in buona misura correllati alle condizioni climatiche: ad esempio, le narici più ampie risultavano correlate ad antenati vissuti in ambienti con temperatura e umidità più elevate; «il risultato - dichiara Mark D. Shriver, uno degli autori dello studio - non è poi così stupefacente, se si considera che una delle funzioni più importanti della cavità nasale è il condizionamento dell‘aria inspirata prima di raggiungere il tratto respiratorio inferiore». Ecco dunque spiegato perché più ci si allontana dall’equatore (cioè dai climi caldi e umidi) più i nasi diventano stretti e lunghi: questo aspetto, infatti, aiuterebbe a riscaldare e umidificare più efficacemente l’aria grazie alla maggiore vicinanza con le mucose, ed è quindi essenziale nei climi più freddi.

I ricercatori avvertono però che il clima potrebbe non essere l’unica spiegazione della variazione della forma del naso tra le popolazioni umane. E’ plausubile, infatti, che anche la selezione sessuale, ciò quella basata sulla scelta del partner, abbia aiutato questo processo di differenziamento attraverso le caratteristiche fisiche del naso ritenute più attraenti, favorendo in questo modo il diffondersi di una particolare forma dell’organo. «La selezione ecologica e sessuale si rinforzano, quindi, l’una con l’altra - conclude Shriver - anche se il perché resta ancora da spiegare in modo più dettagliato».

Pubblicato il: 21-03-2017
Di:
FONTE : PLOS Genetics

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