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Salute Un ruolo chiave lo gioca anche la noradrenalina

Misurare l'intelligenza dalle dimensioni della pupilla

Maggiori le dimensioni delle pupille, maggiore l'intelligenza: è questa la teoria di un gruppo di ricercatori americani. L'ipotesi è che pupille e cervello siano strettamente legati grazie al ruolo del locus coeruleus, un nucleo situato nel tronco encefalico

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Misurare l'intelligenza dalle dimensioni della pupilla Thinkstock

Secondo quanto emerso da uno studio di un team di ricercatori americani, più le pupille sono grandi più il soggetto è intelligente. La ricerca, effettuata al Georgia Institute of Technology e pubblicata sulla rivista scientifica Cognitive Psychology, avrebbe infatti permesso di riconoscere una relazione tra l’estensione della pupilla e le capacità mentali di 512 persone, attraverso una serie di test. Da quanto emerso, pare che il nesso tra questi due fattori sarebbe da ricercare nel locus coeruleus (detto anche ‘punto blu’ per la sua colorazione tendente all’azzurro), ossia un nucleo situato nel Tronco encefalico che legherebbe direttamente la pupilla con il cervello.

I test cognitivi eseguiti sui soggetti coinvolti riguardavano la misurazione della loro memoria di lavoro e della loro intelligenza fluida (o ragionamento fluido): per «memoria di lavoro» si intende quel tipo di memoria a breve termine che viene impiegata, ad esempio, per il tempo strettamente necessario a tenere a mente un numero di telefono mentre lo stiamo digitando sull’apparecchio; con «intelligenza fluida» ci si riferisce invece alla capacità di pensare in modo logico, risolvendo problemi allorché ci si trovi in situazioni del tutto nuove. Dallo studio è emerso dunque che coloro che avevano totalizzato un punteggio più alto nei testi cognitivi e, dunque, risultavano più intelligenti, presentavano al contempo pupille di dimensioni marcatamente maggiori rispetto ai soggetti che avevano raggiunto performance cognitive inferiori.

Come ha dichiarato anche lo psicologo Jason S. Tsukahara, uno dei responsabili dello studio, «la ricerca in neuroscienze ha dimostrato una stretta associazione tra le dimensioni della pupilla e l’attività del locus coeruleus». Il ruolo chiave, tuttavia, pare giocarlo la noradrenalina che rende i neuroni più sensibili ai segnali in arrivo, sia quelli eccitatori sia quelli inibitori: questa condizione farebbe sì che persone più intelligenti siano anche più sensibili ai segnali eccitatori e inibitori del sistema neurale. I due processi, maggiori livelli di noradrenalina e pupille più grandi, farebbero dunque la differenza tra minore o maggiore intelligenza - il tutto passando attraverso il rapporto tra pupille e locus coeruleus, che a sua volta comunica con il lobo prefrontale, sede delle funzioni cognitive superiori.

Pubblicato il: 15-03-2017
Di:
FONTE : Georgia Institute of Technology, Cognitive Psychology

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