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Una scoperta rivoluzionaria contro il mieloma multiplo

Nuove speranze per il trattamento di una patologia ad oggi incurabile: si tratta di un anticorpo monoclonale, il Daratumumab, che riuscirebbe a legarsi alla proteina CD38, che la malattia utilizza per radicarsi e diffondersi in tutto l'organismo

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Una scoperta rivoluzionaria contro il mieloma multiplo Thinkstock

Il mieloma multiplo è un tumore maligno che colpisce alcune cellule del sistema immunitario, creando danni a vari organi e tessuti. Generalmente si sviluppa in persone di età superiore ai 50 anni, principalmente di sesso maschile, ed è spesso accompagnato da dolore, fratture e distruzione ossea. Anche se negli ultimi anni i passi avanti in fatto di terapie sono stati significativi, a tutt’oggi si tratta di una malattia incurabile.

Per questo, la scoperta - recentemente presentata all’International Myeloma Worshop (IMW) di New Delhi - del Daratumumab (un anticorpo monoclonale) potrebbe aprire a scenari rivoluzionari che offrirebbero non solo l’allungamento della vita del paziente affetti da mieloma multiplo, ma persino la possibilità di ottenere la remissione tumorale e quindi la guarigione. Il Daratumumab è un anticorpo di nuova generazione capace di attaccare la malattia legandosi ad una «molecola bersaglio», la proteina CD38, che il mieloma utilizza per radicarsi e diffondersi nell’organismo. Il merito di aver messo in luce il funzionamento in vivo e di aver anticipato l’utilizzo clinico della CD38, dopo aver scoperto che questa molecola si trovava sopra le cellule del mieloma, è stato un italiano: Fabio Malavasi, professore di Genetica Medica all’Università di Torino.

La scoperta, presentata a New Delhi, è il completamento di un percorso iniziato oltre 100 anni fa da Paul Ehrlrich, il quale definì il concetto di magic bullet (proiettile magico): ossia un anticorpo in grado di colpire selettivamente le cellule patologiche lasciando intatte quelle normali. «Le sorprese che può riservare la CD38 sono molte - dichiara Malavasi - sappiamo che è una molecola con innumerevoli, inconsuete funzioni. Non solo è fondamentale per l’attivazione cellulare ma è anche una molecola di adesione: consente alle cellule normali e patologiche di migrare in ambienti protetti, come i linfonodi e il midollo; in altri termini si tratta di un ‘traghettatore’. Queste caratteristiche rendono il CD38 un oggetto ideale delle terapie anti tumorali». A questo punto non restava che sviluppare anticorpi specifici per la CD38; ed è così che è nato il farmaco Daratumumab: quando questo anticorpo lega la CD38 sul mieloma, si innesca una serie di processi che uccidono la cellula tumorale e, al tempo stesso, favoriscono un recupero del sistema immunitario del paziente.

Pubblicato il: 06-03-2017
Di:
FONTE : International Myeloma Workshop, Università di Torino

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