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Salute Diagnosticabile al momento l'80% dei casi

Presto potremo prevenire l'autismo grazie a una risonanza

Un gruppo di ricercatori americani sta tentando di individuare i possibili sintomi di un disturbo che, al momento, non possiede una cura, per cercare almeno di diagnosticarlo tempestivamente: il risultato ha evidenziato come il tasso di crescita della superficie cerebrale dei bambini autistici è maggiore rispetto agli altri

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Presto potremo prevenire l'autismo grazie a una risonanza Thinkstock

L’autismo è un disturbo del neurosviluppo caratterizzato dalla compromissione dell'interazione delle relazioni sociali e da deficit della comunicazione verbale e non verbale che provoca ristrettezza d'interessi e comportamenti ripetitivi; si tratta di una malattia che inizialmente appare durante l'infanzia e, in genere, segue un percorso costante senza che vi sia una remissione. Al momento, purtroppo, non esiste una cura, cosicché la possibilità di una diagnosi precoce sarebbe altamente auspicabile: questa è la sfida lanciata da uno studio americano, pubblicato su Nature e finanziato dal National Institutes of Health. Una delle primissime ricerche nell’ambito della predizione di questo terribile disturbo, che fa sperare nella possibilità di codificare, un giorno, una tecnica capace di individuare prima possibile i segnali della malattia: gli scienziati statunitensi, già ora, sono stati in grado di identificare i futuri casi di autismo nell’80% dei casi.

Per raggiungere obbiettivi così insperati, nel corso dello studio finanziato dalla University of North Carolina, gli esperti hanno utilizzato la tecnica della risonanza magnetica, eseguita durante il sonno, per valutare le differenze nello sviluppo cerebrale di tre gruppi di bambini: piccoli ad alto rischio familiare, cioè con fratelli più grandi autistici, che hanno ricevuto una diagnosi di autismo a 2 anni; bimbi ad alto rischio che a 2 anni non hanno mostrato segni di malattia e infine bambini a basso rischio familiare che all’età di 2 anni non hanno manifestato autismo. Tutti sono stati esaminati a 6, 12 e 24 mesi. E’ emerso che i bambini autistici hanno un tasso di crescita più veloce della superficie cerebrale tra 6 e 12 mesi, come pure fra 12 e 24, rispetto ai piccoli non autistici. Successivamente, i ricercatori hanno inserito i dati della risonanza magnetica a 6 e 12 mesi in un programma che, in base alla forma e alle dimensioni del cervello, ha classificato i bambini maggiormente ‘candidati’ a una diagnosi di autismo all’età di 2 anni. L’algoritmo prodotto dal computer, utilizzando le informazioni raccolte, è stato dunque applicato su un gruppo separato di partecipanti allo studio. Il risultato è che i segni cerebrali individuati a 6 e 12 mesi hanno permesso di identificare con successo l’80% dei bambini che effettivamente si sono poi ammalati a 2 anni.

Pubblicato il: 17-02-2017
Di:
FONTE : Nature, National Institutes of Health

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