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Salute Colpa del principio attivo, la glicirrizina

La liquirizia in gravidanza potrebbe essere dannosa

Non solo ipertensione: le donne incinta dovrebbero, secondo uno studio finlandese, esimersi dall'assumere la radice, in quanto un suo eccesso può avere conseguenze negative per il feto, con disturbi legati in maniera particolare alle facoltà mnemoniche e cognitive

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La liquirizia in gravidanza potrebbe essere dannosa Thinkstock

Molte sono le persone che amano la liquirizia, la cui radice è peraltro benefica per la salute: possiede note proprietà antinfiammatorie, utili per contrastare i disturbi gastrici; inoltre, grazie al proprio principio attivo, la glicirrizina, favorisce l’innalzamento della pressione ed è dunque un toccasana nei momenti di maggiore debolezza. Tuttavia, consigliano gli esperti, è bene non abusarne, giacché un consumo eccessivo può causare ipertensione, mal di testa e persino crisi epilettiche qualora assunta in elevatissime quantità. A queste controindicazioni si aggiunge ora quella riportata in uno studio condotto dall’Università di Helsinki e pubblicato sull’American Journal of Epidemiology, secondo il quale un eccesso di liquirizia può portare conseguenze negative sullo sviluppo del feto durante la fase della gravidanza.

Secondo gli scienziati finlandesi, dunque, particolare attenzione a non eccedere nel consumo di questa radice o, meglio ancora, a non consumarla affatto, devono porla in particolare le donne incinte; questo perché mangiare liquirizia potrebbe avere ricadute, a lungo termine, sul bambino. In particolare, nell’età adolescenziale, egli potrebbe manifestare disturbi legati alla memoria e ridotte performance cognitive.

Per giungere a queste conclusioni, gli esperti hanno realizzato un’indagine su quasi 400 ragazzi di età intorno ai 13 anni: un terzo di questi con mamme che consumavano grandi quantità di liquirizia in gravidanza (oltre 500 mg di glicirrizzina a settimana, corrispondonenti a circa 250 g di liquirizia); un’altra parte con madri che ne consumavano poca (meno di 249 mg di glicirizzina a settimana); infine una parte di loro con mamme che non ne consumavano affatto. Dai risultati di alcuni test cognitivi effettuati sui 400 adolescenti è risultato che coloro i quali erano stati esposti a grandi quantità di liquirizia nel grembo materno presentavano risultati peggiori degli altri; con addirittura uno scarto pari a sette punti di quoziente intellettivo. Gli stessi effettuavano peggio anche esperimenti finalizzati a verificare le capacità mnemoniche e, secondo le testimonianze dei genitori, manifestavano persino deficit di attenzione e iperattività.

Causa di questi problemi sarebbe da ricercare nella glicirrizina, la quale intensifica l’effetto del cortisolo - l’ormone dello stress - ostacolando l’enzima che lo disattiva. Questo perché se è vero che il cortisolo è importante per lo sviluppo del feto, è altrettanto vero che in grandi quantità esso diventa dannoso.

Pubblicato il: 07-02-2017
Di:
FONTE : American Journal of Epidemiology, Università di Helsinki

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