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Salute Ancora incertezza sulla possibile terapia da seguire

Quando la menopausa porta a deficit cognitivi

Vampate di calore, insonnia ma anche problemi di memoria: è quanto lamentano il 60% delle donne in menopausa. Il motivo? Le ripercussioni che l'alterazione dei livelli ormonali hanno sul cervello, specialmente sull'ippocampo, zona in cui si accumulano i ricordi

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Quando la menopausa porta a deficit cognitivi Thinkstock

Quando, con il calo degli estrogeni, la donna entra nell’età della menopausa, insieme alle note vampate e a periodi di insonnia possono presentarsi problemi più seri, come un calo della memoria e altri disturbi cognitivi. In effetti, racconta uno studio della Harvard Medical School of Boston pubblicato su Journal of Neuroscience, i cambiamenti ormonali che si manifestano durante la variazione dello stadio riproduttivo nelle donne possono avere ricadute negative persino sulle funzionalità cerebrali, come lamentano oltre il 60% delle intervistate.

«Sappiamo da tempo - spiega Michela Matteoli, direttrice dell’Istituto di Neuroscienze del Cnr nonché responsabile del Neurocenter di Humanitas - che il funzionamento del cervello è regolato anche dagli ormoni; nelle donne, quelli femminili, estrogeni e progesterone, influenzano lo sviluppo di quest’organo già in età prenatale. Nel cervello l'ippocampo, la regione legata all'immagazzinamento dei ricordi, contiene alti livelli di recettori per gli estrogeni e il progesterone. Non stupisce quindi che variazioni di livelli ormonali, nel corso della vita della donna, si riflettano sulla funzionalità del cervello».

Nel 2012 un gruppo di scienziati americani, del Rochester Medical Center e dell’Università dell'Illinois a Chicago, tramite risonanza magnetica avevano monitorato il cervello di 200 donne, tra i 45 e i 55 anni, durante un test sulla memoria; così facendo hanno scoperto un’alterazione della connettività a livello dell’ippocampo nelle donne in menopausa. «In particolare - spiega Matteoli - si è visto che basse concentrazioni del 17beta-estradiolo, il principale ormone sessuale prodotto dalle cellule ovariche, erano correlate ad alterazioni più pronunciate della connettività dell'ippocampo e a prestazioni peggiori in test di tipo mnemonico».

Per affrontare il problema «alcuni esperti raccomandano l'uso della terapia ormonale sostitutiva; ma - sottolinea Matteoli - le conclusioni non sono definitive. Alcuni studi sostengono che tale terapia migliori la memoria e gli altri aspetti cognitivi, altri suggeriscono che non abbia alcun effetto o possa averne uno negativo sulle facoltà cognitive. Purtroppo, a tutt'oggi il quadro non è chiaro».

Pubblicato il: 02-02-2017
Di:
FONTE : Harvard Medical School, Journal of Neuroscience

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