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BPCO e asma

Come la BPCO si differenzia dall'asma, quali sono i sintomi per riconoscerla e gli esami per diagnosticarla

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BPCO e asma thinkstock

La broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) e l’asma sono patologie a volte difficilmente distinguibili tra loro, specialmente in presenza di asma bronchiale persistente di grado severo. Entrambe le malattie, infatti, presentano broncocostrizione e hanno una forte base infiammatoria, tuttavia, una caratteristica fondamentale che distingue l’asma dalla BPCO è l’irreversibilità (o la scarsa reversibilità) dell’ostruzione bronchiale della seconda anche dopo la somministrazione di un broncodilatatore a rapida azione (nell’asma la broncocostrizione regredisce dopo pochi minuti dalla crisi o comunque dopo la somministrazione dei farmaci specifici).

Nella BPCO, infatti, l’ostruzione bronchiale può migliora solo debolmente poiché le alterazioni sono dovute a un rimodellamento degli organi respiratori e delle vie aeree periferiche. Infine, l’asma colpisce più frequentemente in età preadolescenziale, mentre la BPCO esordisce soltanto in età adulta ed è spesso frequente nei fumatori o in ex fumatori.

Una caratteristica abbastanza tipica della broncopneumopatia cronica ostruttiva è dapprima la tosse cronica produttiva (con catarro), poi un aumento progressivo della difficoltà respiratoria, prima in situazione di sforzi e successivamente, nelle fasi più avanzate della malattia, anche a riposo. Le crisi respiratorie, inoltre, non si manifestano in modo improvviso come in chi ha l’asma.

Il principale fattore di rischio per lo sviluppo della BPCO è il fumo di sigaretta, ma anche l'esposizione a polveri, sostanze chimiche, vapori o fumi irritanti all'interno dell'ambiente di lavoro (per esempio silice o cadmio). Altri fattori di rischio associati allo sviluppo della malattia sono le infezioni respiratorie e l’inquinamento dell’aria, non solo quello atmosferico causato da smog e polveri sottili, ma anche quello presente all’interno degli ambienti chiusi (es. provocato dalle emissioni di impianti di aria condizionata, apparecchi elettrici, ecc.).

Lo strumento principale per la diagnosi della BPCO è la spirometria, che permette di misurare la capacità polmonare residua. La malattia è stata classificata in 4 diversi livelli di gravità:

- stadio 0: soggetto a rischio, con tosse cronica e produzione di catarro. La funzionalità respiratoria risulta ancora normale alla spirometria

- stadio I: malattia lieve, caratterizzata da una leggera riduzione della capacità respiratoria

- stadio II: malattia moderata, caratterizzata da una riduzione più consistente della capacità respiratoria e da difficoltà di respiro sotto sforzo

- stadio III: malattia severa, con una forte riduzione della capacità respiratoria o insufficienza respiratoria o cardiaca.

Pubblicato il: 26-01-2017
Di:
FONTE : Il mio respiro

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