Sondaggio

Sondaggio

La scelta vegetariana: perché lo fai?
Vota

Terme di Comano

Comano: valle della salute
Vai allo speciale

Salute Occorre sviluppare farmaci che ne inibiscano l'attività

La causa dell'ictus? Un enzima killer

Secondo uno studio italiano un enzima, il Nox2, favorirebbe l'insorgenza dell'aterosclerosi della carotide, causa principale dell'apoplessia. Per abbassare il rischio di ictus occorre inibirne l'attività del 50%, di modo che continui anche la sua importante funzione di difendere l'organismo da infezioni batteriche

4 di 5
La causa dell'ictus? Un enzima killer Thinkstock

L’ictus è un danno cerebrale che occorre allorché avviene un’improvvisa interruzione dell’afflusso di sangue al cervello a causa della chiusura o della rottura di un’arteria. L’occlusione avviene a seguito della formazione e dell’accumulo dentro l’arteria di placche aterosclerotiche; capire i motivi per cui ciò accade e prevenirne la cause è un importante obiettivo per ridurre l’incidenza di questa malattia. A far luce su ciò giunge ora uno studio, tutto italiano, secondo cui sarebbe un enzima - il Nox2 - a causare l'aterosclerosi e l’occlusione dell’arteria carotide, la principale ‘autostrada’ che porta il sangue al cervello, e quindi a favorire l’insorgenza di ictus.

La scoperta, recentemente pubblicata sulla rivista scientifica Atherosclerosis Thrombosis Vascular Biology, è stata fatta da un team guidato dal professor Francesco Violi, direttore della Prima Clinica medica del Policlinico Umberto I di Roma. L’intuizione è giunta dallo studio di piccoli pazienti con carenza ereditaria di attività del Nox2; bambini che presentavano, inoltre, la carotide meno spessa rispetto a chi aveva una normale attività dell'enzima. Il team è riuscito così a dimostrare che quando vi è un deficit di Nox2 le arterie si dilatano di più e la carotide è meno spessa rispetto ai soggetti sani. «Il problema - ha spiegato il professor Violi - è che i bambini hanno comunque uno spessore molto piccolo della carotide, quindi per essere sicuri dei nostri dati ci siamo concentrati anche sulle loro mamme; difatti, essendo la carenza del cromosoma una malattia ereditaria, anche le mamme ne sono portatrici. Guardacaso, anche loro avevano uno spessore minore della carotide: abbiamo quindi capito che questo enzima facilita l’aterosclerosi della carotide che è fondamentale nel favorire l’insorgenza di ictus».

Non resta dunque che concentrarsi sui farmaci: «alcuni farmaci - presegue Violi - hanno confermato che inibendo l’enzima si abbassa il rischio di ictus; ma la domanda che dobbiamo porci è fino a quanto possiamo inibire questo enzima senza procurare danni? Non lo si può, infatti, inibire al 100% perché è essenziale per difendere il nostro corpo dalle infezioni batteriche. Una risposta ce la forniscono, per così dire, le mamme dei bambini con la malattia granulomatosa cronica le quali, pur avendo una quantità dimezzata di questo enzima rispetto a una persona sana, sono in salute: possiamo già affermare, quindi, che è possibile spingersi a inibire l’enzima di almeno il 50%».

Pubblicato il: 17-01-2017
Di:
FONTE : Atherosclerosis Thrombosis Vascular Biology, Policlinico Umberto I

© 2017 sanihelp.it. All rights reserved.