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Salute Dentista addio?

Denti più sani grazie a un farmaco contro l'Alzheimer

La scoperta arriva da Londra: il tideglusib sarebbe in grado di stimolare le cellule staminali della polpa del dente alla produzione di dentina. Risultato: la cavità si ripara nel giro di qualche settimana anche in caso di grandi carie, senza bisogno di otturazioni o cementi

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Denti più sani grazie a un farmaco contro l'Alzheimer Thinkstock

Ciò che per molti di noi è uno dei principali spauracchi, il dentista, potrebbe presto divenire solo un brutto ricordo. Dall’Inghilterra giunge infatti un scoperta sensazionale, uno studio che promette di rivoluzionare la nostra vita: un gruppo di ricercatori del King's College di Londra avrebbe infatti scoperto un metodo per stimolare il rinnovamento delle cellule staminali della polpa del dente, e ciò semplicemente mediante l’impiego di un farmaco anti-Alzheimer.

Per diverse ragioni, ad esempio per eventi traumatici, l’interno dei denti può trovarsi talvolta esposto e conseguentemente può rischiare di infettarsi. Per proteggersi dall’infezione, il dente produce naturalmente una sottile striscia di dentina che sigilla la polpa, ma lo strato è spesso insufficiente, specialmente in caso di carie importanti; tanto che attualmente i dentisti usano cementi o otturazioni artificiali: «oggi, quando si vuole rimediare alla dentina distrutta dalla carie - spiega Paul Sharpe, autore principale dello studio - vengono utilizzate paste inorganiche basate su calcio e vari composti minerali; ma dato che questi sono materiali che non si degradano nel tempo, permanendo sul dente ostacolano la ricrescita naturale della dentina».

Ora però i ricercatori inglesi dichiarano di aver messo a punto un sistema per stimolare le cellule staminali contenute nella polpa del dente a generare nuova dentina anche nel caso di grandi carie, riducendo così la necessità di otturazioni o cementi; curiosamente, una delle molecole utilizzate per stimolare queste cellule è il tideglusib, contenuta nell’omonimo farmaco utilizzato sino ad oggi per il trattamento di disturbi neurologici come il morbo di Alzheimer.

Ma come funziona il metodo degli scienziati britannici? La molecola in questione è stata applicata nei denti attraverso spugne biodegradabili di colla biologica (collagene), le quali una volta imbevute nella molecola sono state inserite nella cavità da riparare. Incredibilmente il farmaco è riuscito a stimolare le staminali che producono la dentina, riparando il dente in un periodo compreso tra 4 e 6 settimane.

«La semplicità del nostro approccio - commenta nuovamente Paul Sharpe - lo rende ideale per il trattamento naturale delle grandi carie, fornendo sia la protezione della polpa sia il ripristino della dentina. Inoltre, utilizzare un farmaco che è già stato testato per il morbo di Alzheimer, offre la reale opportunità di ottenere rapidamente questo trattamento nella pratica clinica».

Pubblicato il: 11-01-2017
Di:
FONTE : King's College

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