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Salute Ribaltata una credenza biologica

Il cervello umano si sviluppa anche in età adulta

Secondo uno studio americano, non sarebbe vero che il cervello smette di crescere e svilupparsi dopo l'adolescenza: aumenta infatti l'area deputata al riconoscimento dei volti delle persone

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Il cervello umano si sviluppa anche in età adulta Thinkstock

Fino ad oggi le teorie scientifiche più accreditate consideravano il cervello un organo capace di un’altissimo sviluppo nell'età infantile, al più sino a quella adolescenziale, per poi fermarsi nell’età adulta, allorché la biologia salda definitivamente le piccole modificazioni della scatola cranica e con esse le nostre possibilità di evolvere. Dagli Stati Uniti giunge oggi la notizia di una ricerca, i cui risultati sono stati resi noti sulla rivista Science, che rivoluziona le idee che sino ad ora avevamo circa le potenzialità del cervello: anche negli adulti esso continua a crescere e svilupparsi, almeno in una sua area, arricchendosi di tessuto nuovo capace di svolgere nuove funzioni.

La scoperta, effettuata da un gruppo di ricercatori della Stanford University in California, capitanato da Jesse Gomez, fa riferimento nello specifico a quella parte del nostro cervello dalla quale dipende la capacità di riconoscere i volti delle persone con le quali entriamo in contatto. Per giungere a questa conclusione, Gomez e il proprio team hanno fatto ricorso a una tecnica non invasiva quale la risonanza magnetica: applicandola al tessuto cerebrale di 47 soggetti - 22 bambini e 25 adulti - durante alcuni test sul riconoscimento di volti e luoghi, è emerso che negli adulti l'area che aiuta a identificare le facce continua a svilupparsi, mentre non muta quella deputata al riconoscimento dei luoghi. A ulteriore conferma di ciò, gli scienziati hanno successivamente effettuato indagini anche sul cervello di soggetti adulti deceduti, basate sulla misura della quantità di mielina, la sostanza che come una guaina avvolge e protegge i neuroni per rendere più efficace la trasmissione degli stimoli nervosi: incredibilmente si è registrato, anche in questo caso, un aumento post-mortem della mielina nella zona del cervello che controlla il riconoscimento facciale, collegata probabilmente alla crescita delle cellule nervose.

Pubblicato il: 09-01-2017
Di:
FONTE : Science, Stanford University

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