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Ritocchi di coppia, il nuovo trend della chirurgia plastica

Marito e moglie, mamma e figlia e perché no coppie omosessuali o di amici: cresce la tendenza a sottoporsi a un intervento insieme

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Ritocchi di coppia, il nuovo trend della chirurgia plastica Thinkstock

È in crescita il numero di persone che si sottopongono a un intervento di chirurgia plastica in coppia. E non importa di quale tipo sia la coppia, da quella più tradizionale composta da marito e moglie, a quelle formate da due partner dello stesso sesso, per finire con le coppie di amici e con l’abbinata mamma e figlia.

Intervistato da Federica Panicucci a Mattino 5, Marco Klinger spiega in cosa consiste il fenomeno. «Accompagnare una persona cara dal chirurgo plastico – spiega Klinger, professore di Chirurgia Plastica Ricostruttiva ed Estetica all’Università degli Studi di Milano e responsabile dell’Unità Operativa dell’Istituto Clinico Humanitas – permette di capire cosa vuol dire sottoporsi a un ritocco, al di là dei luoghi comuni. Per molti, la chirurgia plastica è una possibilità riservata ai vip o qualcosa da cui girare alla larga, perché sinonimo di risultati paradossali e facce che irriconoscibili. Invece non è così.

La buona chirurgia plastica è quella che non si intuisce neanche, che corregge visi e corpi rendendoli maggiormente proporzionati e più accattivanti, senza comprometterne la naturalezza». E tutto questo si capisce nel colloquio con il chirurgo, un colloquio che l’accompagnatore vive sempre con attenzione, ma tendenzialmente con apertura. «Un caso tipico è quello della mamma che accompagna la figlia che si vuole sottoporre a una rinoplastica e con naturalezza, spinta dalla curiosità, chiede al chirurgo qualche informazione sulla blefaroplastica, o sul minilifting – racconta Klinger -. A breve distanza dall’intervento della figlia, dopo una convalescenza decisamente meno pesante rispetto alle attese, spesso anche la mamma prende in considerazione il ritocco».

La molla principale, in questo come in tanti altri casi, è il constatare come la conquista di un aspetto che si considera migliore dia maggior serenità, sicurezza e, di conseguenza, benessere. Insomma, con i pregiudizi cadono le remore, e l’intervento diventa una soluzione possibile e ragionevole.«Ovviamente il discorso vale per chi non accetta i propri difetti – sottolinea Klinger -, ma è giusto considerare la chirurgia plastica come una strada seria, percorribile e di buonsenso».

Ogni tipologia di coppia, poi, ha le sue dinamiche. Tra uomo e donna, per esempio, è spesso la seconda ad aprire la strada e a indurre nel partner il desiderio di restare... all’altezza. È il caso, per esempio, di una lei che si sottopone alla mastopessi, il lifting del seno, e a una piccola lipoaspirazione e che sarà seguita da un lui che sceglierà di ritrovare il fisico asciutto di un tempo, riducendo i depositi localizzati su pancia e fianchi. «Un po’ di emulazione è naturale e accettabile – dice Klinger -, mentre la competizione più serrata deve spingere il bravo chirurgo a rifiutarsi dall’eseguire l’intervento. Sono situazioni più frequenti tra persone dello stesso sesso, ma vanno comunque evitate, perché ogni paziente deve avere motivazioni sue proprie, che nascono da desideri e considerazioni solidi e costanti». 

Pubblicato il: 23-12-2016
Di:
FONTE : Marco Klinger

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