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Salute Le posizioni delle varie associazioni in merito

Il parto: meglio in ospedale o tra le mura domestiche?

Nel 2015 ben 500 bambini sono nati in casa: certe mamme prediligono un contesto più famigliare, meno asettico. Ma comporta rischi? Secondo la Società Italiana di Neonatologia sì; più possibilista invece la posizione dell'Associazione Nazionale Ostetriche

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Il parto: meglio in ospedale o tra le mura domestiche? Thinkstock

Secondo gli ultimi dati dell'Istituto Mario Negri di Milano lo scorso anno, in Italia, sono venuti alla luce tra le mura domestiche circa 500 bambini. La motivazione principale per la quale si sceglie di partorire in casa risiede nel desiderio di vivere il parto nel rispetto della natura fisiologica dell'evento: si vuole recuperare l'intimità e la meraviglia di diventare mamma in un contesto familiare e demedicalizzato.

Cosa pensano gli esperti di questa scelta? Secondo la Società italiana di neonatologia (Sin) si tratta di un’opzione rischiosa per la salute del bambino e della mamma, mentre l'Associazione nazionale Ostetriche si colloca su posizioni più possibiliste: la gestazione domestica, e su questo Sin e l’Associazione concordano, non deve presentare rischi connessi a patologie particolari; soprattutto è fondamentale affidarsi a ostetriche specializzate e sapere che in caso di necessità è possibile raggiungere facilmente una struttura attrezzata.

«Fondamentale è affidarsi alle mani esperte di ostetriche in grado di gestire la situazione e che accompagnino la gestante in un percorso che inizia ben prima del parto - dichiara Marta Campiotti, fondatrice e presidente dell’Associazione - va chiarito un punto: è inutile fare il confronto tra parto in casa e in ospedale, ovvero se sia più sicuro l'uno o l'altro; il parto più sicuro è laddove la donna è più tranquilla: se non ha bisogno di intervento è la casa il posto più sicuro, perché qui funziona meglio tutto, dagli ormoni all'aspetto psicologico; se invece la mamma presenta una qualche forma di rischio che rende necessario un intervento è più sicuro l'ospedale. Bisogna smetterla di diffondere la cultura della paura, iniziare a parlare di appropriatezza e non di sicurezza perché la sicurezza assoluta non è né in casa, né in ospedale».

Va ricordato, infine, che il parto in casa, laddove le pazienti abbiano le caratteristiche per poterlo fare, rappresenta un risparmio anche per il Sistema sanitario nazionale. Piemonte, Emilia Romagna, Marche, Lazio e la provincia di Trento e Bolzano erogano un rimborso dell'80% sulle spese sostenute dalle mamme per pagare le ostetriche; mentre le Asl di Torino, Parma, Modena e Reggio Emilia forniscono addirittura assistenza pubblica gratuita alle partorienti domiciliari.

Pubblicato il: 06-12-2016
Di:
FONTE : Istituto Mario Negri, Società Italiana di Neonatologia, Associazione Nazionale Ostetriche

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